Che tu possa vivere in un Mondo interessante…
È un vecchio augurio cinese. Risalente, probabilmente, all’età di Confucio, al periodo dei Regni Combattenti. Età di disordini, dI violenza. Di caos.
E, tuttavia, età estremamente creativa. In cui maturarono il confucianesimo e il Taoismo. E nella quale, un po’ più tardi, cominciarono a svilupparsi le scuole Chan del Buddhismo, portate dal “vecchio” Bodhidarma.
Tuttavia questo “augurio” è, in realtà, una maledizione. Una sottile maledizione, che cela, dietro l’apparenza, un aculeo venefico.
Perché “interessante” è ciò che matura nel disordine. Nella morte e nella distruzione. Perché queste forze sono creative.
Perché preparano il nuovo, attraverso un drammatico travaglio.
Bene, la nostra, in questo specifico senso, è davvero un’epoca “interessante”. Pericolosa e interessante.
E lo diviene ogni giorno di più.
André Gluksmann, l’unica testa veramente pesante fra i cosiddetti “nuovi filosofi” francesi, molti anni fa scrisse un libro: “Vivere con la vertigine”.
Un libro in cui si poneva la domanda di come l’uomo contemporaneo potesse vivere nonostante l’incubo della guerra nucleare.
Nulla di particolarmente originale, per carità… Anzi, tutto sommato abbastanza banale e scontato. Però mi torna in mente, e mi spinge a chiedermi, oziosamente, cosa direbbe il filosofo francese della situazione attuale.
Naturalmente, come dicevo, domanda oziosa. Gluksmann è morto a Parigi nel 2015…
Sono convinto, però, che resterebbe sconcertato. Perché il nostro mondo è decisamente molto più interessante , quindi molto più pericoloso, di quello in cui scrisse il suo pamphlet.
Un mondo, il nostro, che non conosce alcuna paralisi. Che non è congelato come quello della Guerra (appunto) Fredda.
All’opposto, continuamente in movimento, mutevole. Pervaso e dominato da dinamiche difficili da decifrare.
Pericoloso, appunto. E non solo perché, oggi, le armi nucleari possono essere in mano un po’ a tutti, che so, tirannelli locali, gruppi terroristici…
Pericoloso perché il termine andrebbe ricondotto al suo etimo latino. “Perculum”, che indicava un agire incerto, un provarci o mettersi alla prova. Senza certezze. Senza alcuna sicurezza.
Il senso nel quale Ernst Jünger lo utilizza. Perfetto, come sempre.
E il nostro, appunto, è mondo pericoloso. Dove non esiste, quasi, più la stabilità di confini e terre. Un mondo-oceano, in costante mutazione.
Regno, o per lo meno dominio dei “pirati”. Di coloro, appunto, che vivono sulle acque, che non possiedono terra, ma la depredano e saccheggiano.
La realtà che stiamo vivendo, e che stentiamo a riconoscere. A comprendere.
Perché siamo cresciuti in un Mondo ancora diverso. Un Mondo di confini, di limiti… Forse raggelato, ma meno incerto, e variabile, di questo.
Le nuove generazioni si abitueranno… L’uomo esiste, in fondo, proprio perché capace di adattarsi a qualsiasi condizione.
Un Mondo decisamente interessante, comunque.
E destinato, a quanto pare, a divenirlo sempre di più….
Purtroppo.


