Un mondo surreale

19 Giugno 2024

 

 

Dunque…hanno fatto tanto clamore per il libro del generale Vannacci “Il mondo al contrario”. Un libro “furbo”, che dice cose di normale, e un po’ banale, buon senso comune. Quel buon senso che, secondo Roger Scruton, è il fondamento di ogni forma di conservatorismo che non sia solo economico.

 

E, in fondo, che aveva scritto, e continua a dire, Vannacci? Semplicemente che questo mondo gli sembra…rovesciato. Rivoltato al contrario di come, per senso comune, dovrebbe essere. E che oggi ad essere considerata “anormale” è solo la…normalità. Ovvero ciò in cui si riconosce la stragrande maggioranza dellle persone. E che è in atto una tirannide delle minoranze… la cosa che, più di ogni altra, non gli è stata perdonata dai Media.

Facendo per altro le sue fortune. Editoriali e politiche.

Non è, però, ch’ io condivida tutte le idee del generale. Anche perché questo mondo, più che “al contrario”, lo trovo ogni giorno di più…surreale.

L’incubo di un Breton, anzi, ancora meglio, di un Tzara in preda a fumi di oppio e assenzio…sospeso tra il dedaismo e la patafisica.

 

Facciamo solo un paio di esempi. Trombe di guerra, tube e buccine, squillano nelle Cancellerie dell’Occidente collettivo. Ed hanno risuonato potenti nel dorato Resort del G7. E, poi, al Summit per la pace in Ucraina a Ginevra.

 

Che è stata una rappresentazione del teatro dell’assurdo tale da fare sembrare “La cantatrice calva” di Jonesco un dramma verista.

Non viene invitata la Russia. Spiegazione: perché la Russia muove guerra all’Ucraina.

Domanda: ma per fare la pace non bisogna che si mettano d’accordo i due che stanno combattendo?

 

Sì, ma qui le regole le stabilisce Zelenski. Che ha perso la guerra. Ma che chiede la capitolazione della Russia e la testa di Putin.

Ora Zelenski può anche essere surreale per tante ragioni, ma il vero assurdo è che, a tutti gli altri, la cosa non sembri almeno un po’ strana.

Anzi. Con Zelenski sino alla vittoria finale! Proclamano in Coro i 7 (non più) Grandi.

Poi c’è un attempato signore che vaga con aria stordita. Parla con Harvey il Coniglio (vedere film con James Steeward). Sbaglia strada, si perde…emette flatulenze in pubblico, confonde i nomi dei paesi, ha costante bisogno di una badante…

 

Niente di male…con l’età sono disgrazie che capitano…

 

Sì…ma quel signore è Joe Biden. Il Presidente in carica degli Stati Uniti. E che, per altro, si candida ad un secondo mandato. Ad ottobre.

È lui il leader dell’Occidente Collettivo. Lui che ha deciso la guerra ad oltranza con la Russia. Lui che sta alzando il livello di tensione con Cina, Iran , forse anche India…

Lui che ha i codici della, famigerata, valigetta nera, con i quali può scatenare un’apocalisse nucleare.

 

E non vi sembra un po’ strano? O meglio, una comica del Signor Hulot. Roba che neppure un delirio patafisico…

E poi viene invitato il Papa. La prima volta nella storia di un Pontefice Romano a un vertice politico internazionale.

E che ti fanno i 7 Birichini, per volontà del francese Macron ? Mettono all’ordine del giorno il diritto di aborto nella, futura, costituzione europea.

 

Ora, Bergoglio non è certo Ratzinger, che mai si sarebbe prestato a quella farsa. E tantomeno Woytila, che probabilmente li avrebbe menati con la Croce Astile. Ma neppure lui, siamo sinceri, si meritava un trattamento simile. Questione di buona educazione, se non altro.

E tuttavia Francesco è andato. Ed ha parlato di…intelligenza artificiale.

Roba da fare impallidire i Monty Phyton.

 

Per altro, non si fa che avanzare sulla via, senza, ritorno, della guerra contro la Russia. Scelta discutibile, ma non pretendo di avere la verità in tasca…e quindi…le decisioni sono loro. Del sosia di Monsieur Hulot e degli altri…statisti.

 

Sì, ma quando ci si prepara alla guerra, che si fa?

Naturalmente un bel Gay Pride. E ci si preoccupa delle coppie omogenitoriali e di altre cose di, consimile, importanza vitale.

Poi uno guarda le sfilate del Pride, gli abbigliamenti dei partecipanti…secondo politici e media, la nostra meglio gioventù.

Però gli vengono in mente i Ceceni di Kadyrov, gli Houthi yemeniti. I Pasdaran del (compianto) generale Suleymani…

 

E mi venite a dire che Vannacci scrive cose assurde parlando di un mondo al contrario?

 

Ma è stato anche troppo misurato. Ed ingenuamente ottimista.

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