Un “patto repubblicano” contro il saluto romano per distinguere la pseudo destra dalla pseudo sinistra

21 Gennaio 2024

La Busiarda non si arrende. Il quotidiano torinese degli Elkann lancia nientepopodimeno che un “patto repubblicano”. Per fermare il macellaio Netanyahu e la strage di migliaia di bambini palestinesi? Certo che no! (Anzi..). Per metter fine al lavoro povero? Per fermare la fuga dei cervelli? Per bloccare le baby gang che imperversano indisturbate proprio a Torino? Per punire le aziende che delocalizzano dopo aver divorato montagne di denaro pubblico? Assolutamente no! Il quotidiano che ha silurato Giannini ma non ha cambiato posizione ha deciso di promuovere un “patto repubblicano” contro il saluto romano.

Perché i rituali ad un funerale o ad una commemorazione li deve stabilire il fronte democratico. Il fascismo si combatte prima ammazzando tre ragazzini, poi evitando di punire i colpevoli e infine decidendo anche come ricordare le vittime.

Ma è solo un primo passo. Perché il patto repubblicano può essere esteso a tutto ciò che non fa comodo. Perché non punire, ad esempio, chi non compra più La Stampa solo perché la trova insopportabile e faziosa? Perché non impedire che alle trasmissioni democratiche televisive possano partecipare personaggi in disaccordo con le guerre di Biden e Netanyahu?

Ed un bel patto repubblicano contro le mostre dedicate a Tolkien non vogliamo realizzarlo? Poco importa che lo scrittore non c’entrasse nulla con il fascismo: piace a lady Garbatella, dunque deve essere proibito. Oddio, a lady Garbatella piacciono anche Netanyahu e Biden, Ursula e Zelensky. Proprio come ai democratici del patto repubblicano.

Forse è meglio limitarsi al saluto romano per distinguere la pseudo destra dalla pseudo sinistra. E poi tutti a cena insieme cantando “La società dei magnaccioni”. Sempre che John Elkann lo permetta.

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