Una banale serata afosa

10 Agosto 2024

 

 

Un velo d’afa. Scorro, annoiato e stanco, le notizie. Niente di nuovo potrei dire a tutta prima…o tutto di nuovo. Tanto, il modo in cui ci vengono proposte le rende, sempre, neutre. Ce le fa digerire, diciamo così, come se fossero nulla…appena degli accenni, vecchi e lontani, frammenti di guerre che, in fondo, non sembrano riguardarci…

Qualche notizia dall’Ucraina. Enfatizzata, molto, troppo, come sensazione, un’azione di non meglio precisati commandos ucraini. Che avrebbe colpito una centrale russa. Dalla quale giugono segnali contraddittori. Ancora in mano Ucraina…no, tornata saldamente nel controllo dei russi. Perfettamente, (o quasi) operativa…paralizzata, incapace di produrre energia…

Non arriverà più energia, comunque. O molta meno, chiunque la controlli e qualunque sia il suo stato. I problemi saranno nostri…checché non ci dicano le, variabili, fonti. E degli effetti…beh di questi accadimenti… temo, ci renderemo conto ad ottobre. Stagione dei bruschi, spesso brutali, risvegli.

Da oriente, o meglio dal Medio Oriente niente di nuovo. Se non fosse per questo vento di guerra che soffia da Israele. Tutti fanno finta di ignorarlo, almeno nel nostro torpido Occidente. Ma Israele non è, solo, in guerra. Sta spingendo perché questa si dilati dalla Striscia di Gaza. E divenga un sanguinoso, diretto confronto prima con Hezbollah in Libano e gli Houthi in Yemen. Poi con Assad in Siria…e, infine, con Tehran. E da quel momento, difficile dire per chiunque se e come questo conflitto avrà termine.

 

Fa caldo. Afa…e quassù, a quattrocento e rotti metri di altezza, l’afa è cosa abbastanza rara. Forse per questo la si avverte di più. Sembra una cosa talmente inusitata da rendere tutto torpido, lento…rarefatto.

Ricordo che, in città, l’afa era usuale nei mesi estivi. Per due, tre, a volte quattro mesi di fila. A seconda di come andavano le annate…e allora non vi era alcun allarme – giallo o rosso – sulla minaccia climatica. Era estate. E faceva caldo. Punto.

 

L’afa, qui, è meno usuale. Quindici giorni, massimo venti. Poi l’estate sarà finita.

Ma finché vi è afa, come oggi, e vento caldo la sera, tutto appare rallentato. Rarefatto e lontano.

E le notizie, che pure sono tali e dovrebbero preoccuparci e sconvolgerci…le notizie ci sembrano …più lontane. Come se venissero raccontate sotto un altro cielo. Altre coordinate.

 

E, in fondo, non ci riguardassero. Almeno in questo momento, tanto…torpido. Tanto lontano dalla realtà.

Condividi

Trending posts

Leggi anche