Uno “strano” Papa

16 Dicembre 2024

 

 

Bergoglio mi lascia sempre più perplesso.

Perché, come Francesco, Pontefice Romano, è davvero figura strana. Anomala. E, sinceramente, lo dico senza alcun pregiudizio. Non sono un cattolico tradizionalista, o sedevacantista, o altro di consimile. E la mia critica, se così è lecito definirla, deriva esclusivamente dall’osservazione e valutazione. Dei suoi comportamenti politici, visto che non sono un teologo cattolico, e di altre cose, della sua legittimità o meno, non mi occupo. Non è affar mio.

 

Per altro, mi sembra che la critica dottrinaria lasci un po’ il tempo che trova. Il nostro Bergoglio certo non è un dottrinario, né un intellettuale. E il suo comportamento, dal Seggio di Pietro, è essenzialmente politico. E,come tale, penso vada logicamente valutato.

Per carità, non è la prima volta nella storia. Recente e meno. I Papi, o Pontefici Romani che dir si voglia, sono stati quasi sempre, soprattutto con l’incedere dei secoli, scelti in base a valutazioni politiche. E quando ciò non è avvenuto, vedi il caso celebre di Celestino V, hanno avuto pontificato breve. E, in genere, anche la vita molto abbreviata.

 

Tuttavia Bergoglio rappresenta una anomalia anche rispetto a predecessori molti politici, come fu Woytila. Giovanni Paolo II che di politica ne capiva e faceva, e molta. Ma sempre con un’autorevolezza e una solennità capace di riscattarla. Almeno in parte.

 

Bergoglio, invece, non ha quel carisma. Nella migliore delle ipotesi, parla come un vegliardo, col buon senso comune e senza che questo costituisca, in qualche modo, un esempio. Per non parlare di dogma.

E questo, come dicevo, nella migliore delle ipotesi.

 

Lo ricordo bene all’inizio della pandemia. O supposta tale. La sceneggiata, da solo (telecamere a parte), in ginocchio, in Piazza San Pietro. In attesa del salvifico vaccino.

Aveva un qualche potere suggestivo, certo. Anche perché meglio orchestrata e diretta del Mattarella all’Altare della Patria…e non ci voleva poi molto.

Ma era cosa da Pontefice Romano? Oppure da sponsor delle multinazionali farmaceutiche? Avete mai sentito, poi, in quei mesi, il Bergoglio parlare di vita eterna? Parlava, accorato, solo di salvezza vaccinale. Un Burioni all’ennesima potenza, insomma.

 

Poi, la guerra. E qui va detto che il nostro qualche tentativo di autonomia, ogni tanto, lo va perseguendo. Di autonomia dai poteri dell’Occidente, Stati Uniti, o meglio certe potenti, potentissime lobby finanziarie.

 

Ma si tratta di tentativi fiacchi, Ancor più che sporadici. E i suoi vaghi momenti in cui cerca il dialogo con la Russia, o per lo meno di tenere aperto un qualche canale di comunicazione con Putin, si sono rivelati sempre effimeri.

 

Insomma, chi ricorda Giovanni Paolo II e la sua, ferma e dura, opposizione alla Guerra del Golfo, sa che, allora, la Chiesa Romana pesava sulle questioni internazionali. E molto.

Oggi, no.

Non parliamo, poi, di quanto sta avvenendo in Medio Oriente. Il quasi totale silenzio – a parte alcune intemerate di pura facciata – sulla pulizia etnica a Gaza. Dove non andrebbe dimenticato che, nonostante Hamas, una discreta percentuale di palestinesi è cristiana. Molti sono cattolici. Ma della loro persecuzione questo Vaticano sembra curarsi ben poco. E lo stesso dicasi per i, in questo caso molti, cristiani maroniti del Libano. E per quelli, non pochi, di Siria. Che Assad, alawita e laico, garantiva. Ma che ora, con l’avvento dei jihadisti sponsorizzati dall’Occidente, sono a grave rischio. E, per lo più, in fuga.

 

Ma è un po’ su tutte le grandi questioni politiche generali che pesa il silenzio, o più esattamente la debolezza, in parte complice, di Bergoglio.

La sua incertezza. E quella di tutta la Curia romana.

Che sembra aver perduto quel ruolo politico generale, quel peso, di cui godeva da secoli.

Un attore importante in meno sulla scena internazionale.

 

Come dicevo, dei problemi religiosi non è affar mio. Ci pensino i cattolici. E, sinceramente, non vorrei essere nei loro panni.

 

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