Mi collego volutamente al bell’articolo uscito qui il 15 dicembre scorso, scritto dall’amico ed esperto di geopolitica Andrea Marcigliano, esperto come pochi…
Tutto quello che lì dice Andrea è vero e l’immagine del celebre pifferaio magico che si porta dietro la folla dei topi nella voragine è decisamente appropriata per la situazione dell’Unione Europea e dell’Occidente collettivo nel quale, purtroppo, siamo immersi e sottomessi…
Ci sentiamo però in dovere, per la nostra coscienza morale che un domani dovrà vedersela con l’Onnipotente, di urlare alcune cose che, proprio per il carattere quasi “apocalittico” che hanno preso questi ultimi tempi, non possono essere né adombrate, né fumosamente accennate.
Nell’UE non c’è né stupidità né superficialità: c’è la volontà dei vari governanti, compresi i nostri, di ubbidire ordinatamente agli ordini dei loro padroni, i Signori di Davos, neanche mille famiglie di super ricchi, che dominano la finanza speculativa, le banche centrali private dell’Occidente e le grandi multinazionali, a partire dai mostri BlackRock e Vanguard.
Questi Signori di Davos possono contare sulla fedeltà assoluta dell’1% della popolazione più ricca di tutto l’Occidente collettivo, del famoso miliardo d’oro, perché questi dieci milioni di occidentali ricchi posseggono e controllano la stragrande maggioranza dei beni e dei centri di potere dell’Occidente.
Il blocco dei Signori di Davos con l’1% dei più ricchi costituisce dunque il cuore dell’impero occidentale, nato con la Gran Bretagna ed ora costituito dall’anglosfera, dove gli USA detengono da tempo il seggio di primus inter pares, parlare però solo di impero americano è un errore molto comodo per le inconsistenti elucubrazioni della sinistra globalista…
Questi non si rassegnano alla sconfitta storica che hanno subito – ripeto, hanno già subito! – dai BRICS, ma vogliono mobilitare tutto l’Occidente collettivo, appunto noi, per la riconquista del mondo, il quale, secondo la loro pseudo-religione appartiene a loro e solo a loro: bisogna infatti segnalare quest’altra disfunzione mentale dei Signori di Davos, come per gli statunitensi esiste il famoso Destino Manifesto dell’America, così per questi Signori il mondo deve essere una loro proprietà privata.
Non è il caso di approfondire questa grave patologia mentale che si presenta in forma pseudo-religiosa, ma purtroppo le cose stanno così.
Le ragioni reali invece sono altre, a partire dal fatto che l’Occidente collettivo senza le sue colonie in Asia, Africa ed America, non è in grado di sostenere la speculazione finanziaria e il turbo-capitalismo assoluto che conosciamo.
Attenzione dunque, cari co-sudditi dei Signori di Davos, i nostri governanti nazionali non sono scemi e se vanno manifestatamente contro i nostri interessi nazionali e popolari non lo fanno perché sono inetti o stupidi, ma perché sono costretti dalla dittatura più feroce che la storia moderna abbia mai conosciuto: i Signori di Davos possono infatti fermare le banche, i commerci, tutti i bancomat, come anche possono ricercare il singolo uomo che sta sulla spiaggia a prendere il sole con l’elicottero (come accadde con il covid, ricordate?) e se qualche politico non obbedisce prontamente può accadere che con un caffè o con un disgraziato incidente venga eliminato.
Queste sono purtroppo tristi realtà che, peraltro, devono far valutare con altra ottica i pochi politici europei e americani che su qualche settore hanno il coraggio di opporsi, almeno un po’: questi rischiano di essere eliminati da un momento all’altro…
E allora perché questo urlo di Natale? Se dunque non si può fare niente? Perché è importante, come si diceva un tempo, “allargare l’area di coscienza”, far capire dove ci troviamo e chi sono quei famosi Padroni di cui già Voltaire nel XVIII secolo diceva: “Pensa a coloro che non puoi assolutamente criticare, perché quelli sono i tuoi veri Padroni”.
Con tutti i mezzi bisogna far capire al numero più grande di sudditi – perché noi occidentali siamo indubbiamente sudditi dei Signori di Davos – qual è la situazione reale: i BRICS hanno assolutamente ragione e cercano una loro strada al di fuori del colonialismo occidentale, proprio come avevano anch’essi assolutamente ragione quei poveracci malesi descritti dal nostro Salgari nell’epopea di Sandokan…
Se noi non possiamo per adesso fare la rivoluzione – perché non esiste per ora alcuna possibilità da nessun punto di vista – almeno, nei giorni del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, che si fece bambino in una mangiatoia, si abbia per lo meno il coraggio di parlare, di urlare e di lavorare per la pace, in ogni latitudine e grado, senza se e senza ma, perché dai popoli occidentali salga possente il desiderio di vivere, nella pace e nel rispetto reciproco, con tutti i popoli dei BRICS e dei loro amici.


