Varsavia e la lezione della storia

2 Agosto 2026

 

 

Varsavia fa la voce grossa. Mobilita l’esercito. Lo invia al confine. Si dice, per bocca dei suoi ministri, pronta ad affrontare la Russia.

Anche da sola, se fosse necessario.

 

Vi sembrerà strano, ma questo a me sembra un film già visto. Una vecchia pellicola, tirata fuori da non so che polveroso archivio.

 

Perché questa sicurezza, anche ammantata di una certa tracotanza, non è cosa nuova nella storia polacca recente.

 

Nel, lontano ormai 1939, i cadetti polacchi partirono a cavallo con le bandiere, convinti di arrivare a Berlino in pochi giorni.

Sappiamo come andò a finire, con il paese smembrato fra Berlino e Mosca.

I polacchi sono un popolo certto molto coraggioso, mi disse N.K., un amico, che all’epoca era nella diplomazia di un paese dell’est Europa.

 

Molto coraggioso, ma non molto intelligente, aggiunse (a dire il vero fu più diretto: molto coraggioso, ma molto stupido).

Tu non puoi trovarti fra tedeschi e russi, e pensare di poter spuntarla con entrambi.

Così ti condanni da solo al disastro.

 

Già…probabilmente è un retaggio, o se vogliamo un detrito storico di quando l’Egemonia Polacca, in alleanza con i lituani, dominava la regione. E faceva il bello ed il cattivo tempo.

La storia di Taras Bulba ne narra un aspetto. E l’inizio del declino.

 

Da allora, però, di acqua sotto i ponti ne è scorsa davvero molta. E Varsavia dovrebbe avere imparato la lezione.

 

Invece sembra che dalla Polonia venga una costante, continua, spinta al conflitto con la Russia. E non certo per amore dell’Ucraina, che, anzi, sta storicamente indigesta ai polacchi.

Ora come ora, Mosca non ha alcun interesse al dilatare il conflitto ucraino. E non si sogna neppure di coinvolgere in qualche modo la, pur bellicosa, Varsavia.

 

Una prudenza, o meglio una tattica politica che, pur tuttavia, non dovrebbe creare troppe illusioni alla dirigenza polacca.

 

Mosca gioca su piani diversi, e si muove, quando possibile, con passo felpato.

 

Tuttavia resta un grande orso. Che, se provocato, può colpire con una durezza e una decisione difficile anche solo da immaginare.

 

Difficile soprattutto per una Polonia, che sembra ancora una volta crogiolarsi nelle proprie illusioni di grandezza.

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