I nemici del vino saranno contenti. La vendemmia 2024 è stata “strana” dopo una annata per nulla facile. Con qualità elevata ma andamenti quantitativi discordanti anche a pochi km di distanza all’interno della stessa provincia. Alessandro Felis ha guidato ieri, in Confagricoltura Torino, la presentazione dei primi dati sull’ultima vendemmia. Che, in Canavese, vedrà cali dal 30 al 50%, con punte del 60% per il biologico. Flessioni sia per i bianchi, a partire dall’Erbaluce, sia per i rossi.
È andata persino peggio in Val Susa, con un calo medio del 50%. Ma, in compenso, la situazione è molto più favorevole sulla collina torinese, soprattutto per i vini bianchi ma anche per chi ha lavorato bene con la Freisa.
Lo scorso anno aveva visto la produzione di 956mila bottiglie di Erbaluce di Caluso Docg, 267mila di Canavese Doc, 68mila di Carema Doc, 113mila di Freisa di Chieri Doc, 24mila di Valsusa Doc, 52mila di Pinerolese Doc e 16mila di Collina Torinese Doc.
Tornando al Canavese, per la valorizzazione del territorio è stato raggiunto un accordo con il Carnevale di Ivrea. Ci saranno tre bottiglie – uno spumante, un rosso ed un passito – con il manifesto della festa del 2025. In vendita da inizio a gennaio.

