Vuoi la verità sui social? Allora sei un odiatore!

17 Gennaio 2024

Tutti contro gli odiatori che compaiono sui social. Già iniziare a definirli in italiano non sarebbe male. Ma, poi, perché “odiatori” quando si limitano a smascherare false notizie? False informazioni? False autopromozioni? Certo, nel mondo del diritto all’eleganza preteso da Soumahoro per la sua signora, diventa inevitabile pretendere anche il diritto alla menzogna ed il diritto a non essere smascherati.

Perché di questo si tratta. Vai sui social e piazzi un tuo falso curriculum con tanto di laurea prestigiosa. E ti indigni se un odiatore si mette a precisare che tu, ministro o presidente di un’associazione industriale, quella laurea non l’hai mai presa. Perché sei una capra, perché sei un genio ma sei andato a lavorare, perché hai scoperto che girare il mondo era più divertente. Non importa il motivo. Ciò che conta è che hai mentito.

E non hai mentito con la morosa, con la mamma, con i figli. No, hai deciso di mentire in pubblico e di condividere la tua menzogna con un pubblico il più vasto possibile. Però scateni le polemiche contro l’odiatore che ha osato raccontare la verità.

Per giustificare la caccia a chi racconta la verità, si è scelto deliberatamente di mescolare chi smaschera una menzogna con chi, invece, passa il tempo ad invidiare, a giudicare, a sminuire. Se un ragazzo o una ragazza con fisici non proprio entusiasmanti decidono di pubblicare una propria foto, non fanno male a nessuno e non c’è bisogno che il palestrato o la modella commentino con disprezzo. Ma se un idiota ammazza a bastonate un gattino e pubblica la sua impresa, è inevitabile che i commenti abbondino e non siano tutti di plauso. O si dovrebbe impedire agli odiatori di esprimersi poiché l’idiota potrebbe subire un trauma psicologico?

D’altronde la nuova campagna contro chi osa raccontare la verità è guidata dai giornalisti. Quelli che credono alle sciocchezze delle conferenze stampa dei politici. Quelli che credono che lo 0,7% di crescita del PIL sia sviluppo e non stagnazione. Quelli che credono al piano Mattei ed alle bugie sulle guerre.

Nessuno è obbligato ad avere un profilo social. Nessuno è obbligato a raccontare bugie. Ma, se decide di farlo, è abbastanza stupido pensare di bloccare le critiche. Se non si regge il peso delle critiche, si può sempre continuare a vivere senza social. O al limite, ma proprio al limite, si potrebbero pubblicare solo verità.

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