La presunzione di Giorgia Meloni – che si sente ormai la padrona del mondo, in grado di ordinare alla Cina cosa fare e come comportarsi – si scontra con il dato di realtà che, purtroppo per lei, non è proprio come lo racconta lady Piscina. Così non solo Pechino non rompe i rapporti con Mosca – eppure Giorgia ha spiegato a Xi che ai cinesi converrebbe – ma sceglie una strategia economica che dovrebbe essere seguita proprio dall’Italia.
Perché ai cinesi una crescita del PIL superiore di 5 volte a quella italiana non basta. E, di fronte ad una crisi del settore immobiliare che ricorda gli effetti della fine del superbonus italiano, Pechino decide di favorire un aumento dei consumi interni. Compreso il turismo interno.
Perché le esportazioni sono importanti, i visitatori stranieri anche. Ma, prima di tutto e di tutti, vengono i cinesi e il loro potere d’acquisto. Quello vero, non la pagliacciata delle dichiarazioni di politici che ignorano le difficoltà della vita dei sudditi.
E il rilancio dei consumi, in Cina, non deve passare attraverso bonus caritatevoli alle fasce più o meno realmente disagiate. Ma si punta su un rafforzamento del ceto medio che, attraverso maggiori consumi, dovrà trainare la crescita della produzione innanzitutto locale.
Perché i bonus caritatevoli in Italia servono o ai cialtroni evasori, che ne approfittano ampiamente, oppure ai veri disperati che, con quei pochi soldi, saranno obbligati ad acquistare soltanto prodotti di bassa qualità in arrivo dall’estero.
Dunque una bella lezione di economia per Meloni. Che, nella sua assoluta arroganza, l’avrà ignorata considerandola una sciocchezza di un Paese irrilevante.
Xi Jinping dà lezioni di economia a Giorgia. Che non le capisce
La presunzione di Giorgia Meloni – che si sente ormai la padrona del mondo, in grado di ordinare alla Cina cosa fare e come comportarsi – si scontra con il dato di realtà che, purtroppo per lei, non è proprio come lo racconta lady Piscina. Così non solo Pechino non rompe i rapporti con Mosca – eppure Giorgia ha spiegato a Xi che ai cinesi converrebbe – ma sceglie una strategia economica che dovrebbe essere seguita proprio dall’Italia.
Perché ai cinesi una crescita del PIL superiore di 5 volte a quella italiana non basta. E, di fronte ad una crisi del settore immobiliare che ricorda gli effetti della fine del superbonus italiano, Pechino decide di favorire un aumento dei consumi interni. Compreso il turismo interno.
Perché le esportazioni sono importanti, i visitatori stranieri anche. Ma, prima di tutto e di tutti, vengono i cinesi e il loro potere d’acquisto. Quello vero, non la pagliacciata delle dichiarazioni di politici che ignorano le difficoltà della vita dei sudditi.
E il rilancio dei consumi, in Cina, non deve passare attraverso bonus caritatevoli alle fasce più o meno realmente disagiate. Ma si punta su un rafforzamento del ceto medio che, attraverso maggiori consumi, dovrà trainare la crescita della produzione innanzitutto locale.
Perché i bonus caritatevoli in Italia servono o ai cialtroni evasori, che ne approfittano ampiamente, oppure ai veri disperati che, con quei pochi soldi, saranno obbligati ad acquistare soltanto prodotti di bassa qualità in arrivo dall’estero.
Dunque una bella lezione di economia per Meloni. Che, nella sua assoluta arroganza, l’avrà ignorata considerandola una sciocchezza di un Paese irrilevante.
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