Xi Jinping prepara l’incontro con Trump. E muove Russia, Corea del Nord e Pakistan

20 Aprile 2026

Era ancora fresca la firma che Wang Yi, ministro degli esteri cinese, aveva apposto al documento di intesa strategica siglato insieme al russo Lavrov, e già il ministro di Pechino era atterrato in Corea del Nord per incontrare Kim Jong-un. Perché Xi Jinping sta preparando l’incontro con Trump e vuole presentarsi al tavolo con le idee ben chiare su chi siano gli amici e chi i nemici. E, ovviamente, il leader cinese non ritiene che il modo migliore per garantirsi la lealtà degli alleati sia quello di insultarli e minacciarli.

Questione di stile, di educazione. Stile ed educazione che non piacciono a Trump, al suo ministro della guerra e ai tifosi italiani dei vaccari statunitensi. Ma ciascuno ha i propri riferimenti culturali, sempre che per Trump si possa parlare di cultura.

Al di là della forma, tuttavia, esiste un problema di sostanza. In pratica, chi sta con chi?

La risposta potrebbe fornirla il Pakistan. Islamabad è legata strettamente a Pechino e il ruolo del Pakistan nelle trattative per metter fine all’aggressione sionista statunitense contro l’Iran è sembrato quello di chi difendeva, in primo luogo, gli interessi della Cina. Una Cina che ha bisogno di Teheran, ma anche di buoni rapporti con Arabia Saudita ed Emirati. Ed è particolarmente rilevante che il Pakistan, dopo aver espresso piena solidarietà all’Iran, abbia inviato 13mila soldati e una ventina di aerei a Riad. Difficile credere che siano in funzione anti iraniana. Sembra, piuttosto, un’iniziativa di forte immagine per offrire ai Paesi arabi un’alternativa alla presenza delle basi statunitensi.

Tutto serve, per preparare l’incontro tra le due superpotenze.

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