A Sana’a si combatte. In Yemen si muore.

Anche se quasi nessuno qui, in Europa, fa il gesto di essersene accorto.

 

Dopo una, per altro sempre tentennante, tregua, l’Arabia Saudita ha attaccato gli Houthi yemeniti. Con il sostegno ufficiale di Washington, che mira ad eliminare l’influenza iraniana in Yemen.

La reazione degli Houthi è stata, però, estremamente decisa. E ben al di là delle aspettative saudite e statunitensi.

 

Hanno sostituito l’aereoporto di Sana’a, bombardato dai sauditi, con un altro, periferico. Dove poter fare atterrare la delegazione inviata a Tehran per i funerali di Ali Khamenei.

 

E, parallelamente, hanno cominciato a lanciare razzi e droni su tutte le basi saudite. E sulle navi alla loro portata. Non senza colpire, ancorché in modo più sporadico, Israele.

 

Dunque per Ansar Allah, la sigla degli Houthi, è cominciata la guerra. Non solo contro i sauditi, ma anche contro quelli che li spalleggiano. Ovvero Washington e Telaviv.

 

Non si tratta, a ben vedere, che di un ulteriore tassello, uno scenario ancorché periferico, nel grande conflitto che sta travolgendo tutto il Medio Oriente.

Conflitto che ha un’unica, essenziale, motivazione.

Distruggere l’influenza di Tehran. E, se possibile, rovesciare il regime dagli ayatollah.

 

Tuttavia è ormai palese come questo obiettivo sia stato clamorosamente mancato.

 

Le forze iraniane hanno dimostrato non solo di reggere alla pressione di Stati Uniti ed Israele, ma anche di essere perfettamente in grado di rispondere. Colpendo tutti quei paesi arabi che, di fatto, sono le basi operative americane.

E, soprattutto, assumendo il controllo dello Stretto di Hormuz. Cosa che sta riverberando pesantemente su tutta l’economia mondiale.

 

È prevedibile, dunque, che la guerra continui, con alti e bassi, e dilatandosi a tutta la regione.

 

Trump non ha la volontà, né la forza probabilmente, per imporre un cessate il fuoco.

E Netanyahu palesemente boicotta ogni tentativo di soluzione diplomatica.

 

Intanto esplode il conflitto fra Yemen e sauditi.

La miccia accesa sta provocando una serie di reazioni a catena.

Difficile prevedere una qualche soluzione diplomatica.

 

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