Zelensky prosegue il suo tour lacrimoso in ogni parte del mondo, in presenza o in collegamenti vari. Ce l’hanno tutti con lui, non gli danno abbastanza soldi, missili, bombe atomiche, soldi, soldi. Strano, perché denaro ne è arrivato proprio tanto. Anche armi, poi misteriosamente ricomparse in Africa. Non che sia un problema: basta sfogliare il Menzognero per rendersi conto che la guerra è sostanzialmente terminata e le truppe ucraine stanno per occupare Mosca.
Oddio, il quotidiano romano è da molto tempo che riporta i continui successi della banda Zelensky. In buona compagnia, perché anche Mentana non ha mai fatto mancare le notizie sulla marcia trionfale degli ucraini. Ma il Menzognero non ha rivali. Tra annunci di nuove armi micidiali in mano a Zelensky, la distruzione dell’arsenale russo, il crollo dell’economia di Mosca, il blocco mondiale degli acquisti di petrolio e gas russo, l’efficacia delle sanzioni dell’Occidente collettivo, il riallineamento cinese agli ordini Usa sul divieto di fornire qualsiasi cosa a Putin, il totale isolamento del Cremlino.
Forse Zelensky, quando frigna in TV, lo fa seduto al Cremlino. Perché non è possibile che, con tutti i brillanti successi raccontati dal Menzognero, sia ancora a Kiev.
Adesso, nella redazione romana, stanno interrogandosi su cosa inventare – in occasione della imminente visita di Putin in Turchia – a proposito di isolamento russo, di rispetto del mandato di arresto internazionale ed altre simili amenità. Potrebbero inventare che non si tratta di un incontro bensì di una fuga di Putin alla disperata ricerca di un Paese che gli conceda asilo dopo la disfatta russa.

