Il pane Carasau, anche nelle versioni Carasatu e Guttiau, è una specialità sarda sempre più apprezzata anche in Continente. Dunque è sacrosanto il tentativo di arrivare ad un riconoscimento ufficiale, per un prodotto che sia sardo a partire dalla materia prima. Nulla di più facile, sono tutti d’accordo. Il costo di produzione sarebbe persino più basso, non di molto ma più basso rispetto all’importazione del grano. Ovviamente i consumatori non ne beneficerebbero, ma questo è solo un particolare..
E allora? Allora niente. Perché la Sardegna, autonomia o meno, fa comunque parte dell’Italia e dell’Unione europea. Dunque bisogna aprire un tavolo di confronto ad ogni livello. Se i tavoli fossero reali e non solo metaforici, l’Italia sarebbe il primo produttore mondiale di tavoli, artigianali o industriali. Altro che Ikea..
Vale per il pane sardo, ma vale per ogni aspetto della vita quotidiana. Tutto deve essere normato, regolato. E ogni norma richiede incontri si incontri, discussioni infinite su cavilli che servono solo a giustificare la sopravvivenza dei burocrati. Braccia rubate proprio all’agricoltura in questo caso. Ma nessuno osa sfoltire la selva oscura, più dannosa che inutile.
