Londra in guerra contro Mosca per distruggere l’Europa

16 Settembre 2024

Non la prosecuzione del Nuovo Grande Gioco, con lo scontro tra Usa e URSS per il controllo dell’Asia centrale. Ma una riedizione del Grande Gioco originale, quello tra la Russia zarista e la Gran Bretagna nel XIX secolo. Perché Londra non ha mai gradito la realtà che ha visto la scomparsa dell’impero britannico, la fine dello sfruttamento coloniale, la progressiva perdita di rilevanza sulla scena internazionale.

No, non ai livelli dell’Italia che è felice di essere diventata una colonia Usa e celebra con entusiasmo i bombardamenti anglo-americani che massacrarono donne, vecchi, bambini. D’altronde il governo italiano non ha neppure il coraggio per condannare i crimini di Israele a Gaza. Don Anbondio, in confronto ai ministri italiani, era un supereroe.

Ma a Londra non basta evitare di ridursi come Roma. Ed ha approfittato del conflitto in Ucraina per rialzare la testa cercando di infliggere più danni possibili al nemico di sempre: la Russia. E poco importa, ai guerrafondai britannici, che indebolire la Russia significa rafforzare la Cina proprio in Asia centrale. Perché, in fondo, a Londra interessa di più penalizzare l’Europa piuttosto che colpire Pechino.

Per questo i britannici hanno fomentato la rivolta iniziale in Ucraina, per cacciare il presidente regolarmente eletto ma colpevole di essere amico dei russi. Per questo hanno fatto fallire gli accordi di Minsk. Per questo si oppongono alla pace. Perché più la guerra va avanti e più muoiono giovani russi e giovani ucraini. E più si impoverisce l’Europa per mantenere questa guerra, per imporre sanzioni, per fare tutto ciò che danneggia, in primo luogo, proprio se stessa.

In Asia centrale, Londra, non ci tornerà più. E non tornerà neppure a Nuova Delhi. Gli indiani parlano anche inglese, ma non dimenticano il milione di morti per la repressione britannica di una rivolta. Non dimenticano stragi e rapine. E non dimenticano gli africani. E i latinoamericani.

Gli unici che hanno dimenticato tutto sono gli italiani. Ma non servono a molto nei progetti inglesi. Sì, sono bravi, gli italiani. Ogni starnuto della casa reale inglese diventa un affare di stato per i giornalisti italiani. Ma poi Roma aspetta sempre gli ordini da Washington. Meglio utilizzare i polacchi, gli svedesi, i finlandesi. Amici che già mandano i loro ragazzi a crepare in Ucraina.

Dunque si può uscire dall’Unione europea pur continuando a condizionarla attraverso i propri amici a libro paga. Spingendoli verso una guerra che metta fine al sogno di un’Europa forte, indipendente, capace di dialogare con il mondo.

No, non piace agli inglesi un’Europa così. Loro sono rimasti fermi al classico: “Milord, c’è nebbia sulla Manica, il Continente è isolato”.

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