Trionfale Giorgia Meloni alla incoronazione di Trump. E non senza buone ragioni. Era, infatti, l’unico capo di governo della UE ufficialmente invitato alla cerimonia. Un segnale ben preciso, che non va trascurato.
Gli altri, tutti, a guardare quanto avveniva a Washington da casa. In poltrona e pantofole. Torcendosi le mani. Perché, per una certa Europa, Trump è peggio del colera. Una disgrazia… soprattutto, ora, che ha stravinto sulla pompata e inconsistente – tranne che per i nostri Media – Kamala Harris. E che, finalmente, potrà muoversi senza ambagie. Cosa che ha già cominciato a fare.
La Meloni ha colto, istintivamente, da che parte tirava il vento. E si è, immediatamente, riposizionata. Proponendosi come alfiere di Trump all’interno della UE.
E questo, a quanto sembra, va bene al nuovo Presidente.
Oggettivamente, è stata una mossa abile. Anche se lascia irrisolte tutta una serie di questioni. In primo luogo sull’Ucraina. Perché, sino ad oggi, la Meloni è stata decisamente schierata dalla parte di Zelensky. Fautrice di un sostegno ad oltranza. E le scene degli incontri fra i due sembravano quasi un duetto d’amore.
Tuttavia, chi ha un po’ di memoria ricorderà che non è sempre stato così. E che l’ineffabile Giorgia, da leader della opposizione, aveva tutt’altre posizioni. E considerava una follia criminale appoggiare Zelensky contro la Russia.
Non credo, pertanto, che la cosa costituisca, oggi, un serio ostacolo. Cambiare posizione è sempre possibile. Ed è probabilmente per questo che Trump l’ha presa a benvolere. Perché si sta rivelando l’alleato più affidabile. Ovvero il suddito più pronto ad obbedire a qualsiasi ordine.
Comunque, con questa mossa, la Meloni sembra aver segnato una meta a suo favore. Chi la dava quasi per morta, e soprattutto chi, anche all’interno della sua maggioranza (allusione casuale a Tajani) pensava al salto della quaglia a favore di un “governo tecnico”, è costretto a rifare i conti.
Tuttavia non è tutto oro quello che riluce. Trump è un ” cliente” difficile. E ombroso. E la Meloni si sta muovendo in un campo minato. Perché è chiaro che il nuovo Presidente americano vuole porre fine a quell’equivoco che chiamiamo Unione Europea. Utilizzando, anche, l’Italia e la”sua” Giorgia Meloni per scardinarla definitivamente..
Cosa questo comporterà come oneri, e cosa potrà portare, in prospettiva, alla premier italiana, è tutto da vedere.
Nel tempo, non durante la Festa dell’insediamento alla Casa Bianca.

