Politica: la scomparsa di Raffaele Costa

12 Settembre 2026

De mortuis nihil nisi bonum.. Dunque si può tranquillamente ricordare l’ex ministro Raffaele Costa, monregalese, scomparso ieri. L’ultimo liberale, vero liberale, arrivato al governo. Uno di quelli che pensava a Cavour, non a Malagodi. Rigoroso, anche troppo, con la fissazione di disboscare leggi e burocrazia, di controllare sprechi e timbrature fasulle dei dipendenti pubblici.

Benché di Mondovì, in provincia di Cuneo, era stato candidato come sindaco di Torino, perdendo al ballottaggio per meno di 1 punto percentuale. Se si fosse preparato un po’ di più sui problemi pratici della città, dei quartieri, avrebbe vinto e sarebbe stato un successo clamoroso in una Torino considerata “rossa” ed inespugnabile dal centrodestra.

Evidentemente, nonostante la gauche intello e la gauche in redazione, una figura di liberale rigoroso, serio ed affidabile, piaceva ai torinesi, compresi quelli di diversa provenienza e che non avevano un rapporto quasi d’affetto con Cavour e la nobiltà locale.

Il suo successo mancato per un niente ha rappresentato un confronto impietoso con altre candidature del centrodestra ben oltre il limite del ridicolo, a partire da quella di Rocco Buttiglione per poi riuscire a fare anche peggio.

Ieri, però, è scomparsa anche un’altra esponente della politica. Però, in base allo stesso principio del De mortuis nihil nisi bonum,  non c’è nulla da dire.

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