La notizia non è che Tesla voglia portare il Full Self-Driving in Europa. La notizia è che potrebbe essere vicina a riuscirci. Il sistema FSD Supervised ha già ottenuto nei Paesi Bassi un’omologazione provvisoria, valida sul territorio olandese, e ora punta all’estensione nell’Unione Europea.
Non parliamo ancora di guida autonoma: il conducente resta responsabile e deve supervisionare il sistema ma il salto “regolatorio” sarebbe comunque importante. L’autorità olandese RDW ha lavorato oltre 18 mesi alla valutazione, effettuando più di 3.000 ore di test e oltre 1.000 prove, analizzando dati relativi a 1,8 milioni di chilometri percorsi in Europa.

La Germania si è espressa a favore di una rapida approvazione, mentre altri Paesi mantengono maggiori riserve e organizzazioni per la sicurezza stradale contestano alcune funzionalità del sistema. Il voto europeo è atteso nei prossimi mesi. E la questione va molto oltre Tesla: un via libera creerebbe un precedente per Mercedes, BMW e per i costruttori cinesi, già molto avanzati su ADAS e software.
Nell’automobile una parte crescente del valore si sta spostando dalla meccanica ai dati, al software e all’intelligenza artificiale. L’Europa ha costruito per decenni alcune delle migliori auto del mondo, ora deve dimostrare di saper costruire anche l’intelligenza che le guiderà. Tesla non sta cercando soltanto un’autorizzazione: sta provando a spostare il confine. E quando cambia il confine di norme e regolamenti, cambia anche il mercato.