Vogliamo i generali?

9 Agosto 2026

 

 

Semplifichiamo. Il generale Vannacci candida il generale dei Carabinieri Carmelo Burgio a Sindaco di Milano.

 

Naturalmente difficile, se non impossibile dire, almeno per ora, se questa sia soltanto una candidatura di bandiera, o abbia qualche reale possibilità di concorrere per Palazzo Marino.

Non è, però, questo che conta.

Quello che appare davvero interessante è, invece, questo iniziale erompere di militari nella sfera politica. Che è, a tutti gli effetti, cosa nuova. E, soprattutto, indice di un profondo malessere del nostro sistema istituzionale.

 

Certo, già in passato abbiamo visto dei militari, più o meno illustri, concludere le loro carriera in Parlamento.

Si trattava, però, di eventi episodici. Di una sorta di “cimitero degli elefanti”, in genere, ma non sempre, fornito dal MSI di Almirante. Senza alcuna incidenza reale sulla vita politica.

 

Qui ed ora, le cose sembrano molto diverse.

Una nuova formazione politica, Futuro Nazionale, guidata da un militare con un curriculum di tutto rispetto.

Che candida altri militari illustri e, soprattutto, operativi sino all’ora precedente.

 

La sensazione è che questa classe militare si sia stancata di essere sottoposta a quella di una politica di nullità. Nella quale non vede più prospettive future.

 

Fare direttamente e da soli. Supplire, a modo loro, alle inefficienze e insufficienze della sfera dei politici politicanti. La cui sostanza è estremamente aleatoria. Le cui capacità appaiono risibili.

 

Una volta c’erano gli Andreotti e i Craxi.

Oggi, ci troviamo con una pletora di nullità, solo vagamente differenziati fra destra e sinistra. Inetti, comunque sempre, a governare anche una barchetta sul lago. Asserviti per il proprio interesse al miglior offerente.

 

Il fallimento, ormai totale e palese, della classe politica italiana, la sua mediocrità (per essere generosi) ha lasciato aperte vere e proprie praterie per chi avesse volontà e capacità di occuparle.

 

E così vengono fuori i militari. Che hanno un ordine, una disciplina. Che, in molti casi, hanno provato il loro carattere e le loro capacità in teatri difficili. Di guerra o d’altro.

Sono una soluzione?

I dubbi, certo, non possono essere se non molti. Moltissimi.

Tuttavia rappresentano, in prospettiva, uno scossone a questa palude maleodorante in cui sta sprofondando la vita politica italiana.

 

Vogliamo i generali?

 

Mah…non è detto che rappresentino davvero la soluzione.

 

Epperò al momento sembrano l’unica risposta.

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