Cancellare il vino per cancellare la cultura europea

19 Settembre 2026

I tabù alimentari sono sempre stati una caratteristica delle religioni e rispondevano a precise situazioni locali ed epocali. La carne di maiale in aree caratterizzate da alte temperature rappresenta un pericolo per la salute, il divieto di mangiare carne al venerdì rispondeva alla necessità di variare la dieta delle classi agiate europee (per i poveri il problema non si poneva proprio). In ogni caso il cibo rappresentava un elemento fondamentale della cultura di un popolo. E nella cultura europea è sempre stato presente il vino.

Ora pare che sia diventato un alimento da eliminare. Ufficialmente per ragioni di salute. Il vino fa male, sostengono i soliti politicamente corretti. È cancerogeno. Ma i salutisti, quando sono in buonafede, proseguono l’elenco aggiungendo il pane cotto nel forno a legna, la carne rossa, la verdura coltivata in aree dove l’aria non è assolutamente pura (cioè ovunque), il pesce se non pescato in rari tratti di mare privi di inquinamento, la carne bianca se non proviene da allenamenti in alta quota dove un pollo o un coniglio hanno a disposizione almeno un ettaro per animale, i legumi se concimati con prodotti non assolutamente certificati (da chi?). Niente riso, niente frutta.

Insomma, per non rischiare il cancro è indispensabile morire di fame. E di sete. Perché anche l’acqua..

Poi, però, ci sono quelli che in buonafede non sono. E, riprendendo il saggio intervento di Adriano Segatori a proposito di guerra ibrida, utilizzano anche l’alimentazione come strumento per distruggere la cultura europea. Non a caso l’attacco più duro è sferrato contro la Francia che, del vino, aveva fatto una religione. Il Paese delle banlieues consegnate agli invasori, di una Parigi dove la cultura ha lasciato il posto alle idiozie del politicamente corretto. Bisognava cancellare il pensiero, cancellare l’arte, cancellare la musica. Ora tocca al vino, al cibo, alla quotidianità della tavola.

Solo bevande di multinazionali statunitensi. Per cancellare ogni idea della Francia, per cancellare ogni idea dell’Europa.

 

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