Prendi El Mundo, un quotidiano spagnolo di area liberale. Di quel centrodestra che si entusiasma per gli USA ed i miliardari yankee. Un quotidiano che sarebbe stato informato da fonti lituane – andiamo bene – su una scoperta della Cia a proposito dell’intenzione di Putin di lanciare qualche drone, dal Mar Mediterraneo, contro Italia, Francia e Spagna.
Persino Crosetto, il ministro italiano dei mercanti di armi, si è sentito in obbligo di intervenire per far capire che siamo di fronte a una bufala. L’ennesima bufala. Ripresa, ufficialmente per dovere di cronaca, anche dai media italiani. In realtà molti sono pronti a cavalcare la pericolosa insinuazione del giornale spagnolo.
Perché il gioco ormai è ampiamente scoperto. I cialtroni di Bruxelles vogliono la guerra contro la Russia per nascondere le infinite porcate che hanno combinato. E per arricchire i loro amici che vendono armi e tutti gli altri amici che incassano tangenti nelle varie operazioni. Zelensky docet.
Non spiegano, i presunti lituani, la Cia e i giornalisti di servizio, perché la Russia dovrebbe lanciare dei droni. Se volesse la guerra userebbe qualcosa di più serio. Anche senza arrivare subito all’arma atomica. Invece no. Per la banda di guerrafondai Putin vorrebbe provocare Europa e NATO per scatenare una risposta che danneggerebbe la Russia. Una scemenza a cui credono solo coloro a cui fa comodo.
Però lanciare un allarme idiota ha comunque un senso. Perché l’utilizzo di armi vere sarebbe la dimostrazione concreta che si tratta di un intervento russo. Invece la provocazione con i droni può essere organizzata dallo stesso Zelensky – come era avvenuto con i gasdotti fatti saltare incolpando i russi prima di venire smascherato – o dai suoi protettori europei. Dando la colpa a Putin con il sostegno dei media e determinando la proclamazione di stato di guerra, di emergenza, di leggi marziali, di taglio alla spesa sociale e di aumento delle spese militari.
Un gioco lurido e, per questo, ampiamente prevedibile.
El Mundo al servizio di chi prepara finti attacchi russi per arrivare alla guerra
Prendi El Mundo, un quotidiano spagnolo di area liberale. Di quel centrodestra che si entusiasma per gli USA ed i miliardari yankee. Un quotidiano che sarebbe stato informato da fonti lituane – andiamo bene – su una scoperta della Cia a proposito dell’intenzione di Putin di lanciare qualche drone, dal Mar Mediterraneo, contro Italia, Francia e Spagna.
Persino Crosetto, il ministro italiano dei mercanti di armi, si è sentito in obbligo di intervenire per far capire che siamo di fronte a una bufala. L’ennesima bufala. Ripresa, ufficialmente per dovere di cronaca, anche dai media italiani. In realtà molti sono pronti a cavalcare la pericolosa insinuazione del giornale spagnolo.
Perché il gioco ormai è ampiamente scoperto. I cialtroni di Bruxelles vogliono la guerra contro la Russia per nascondere le infinite porcate che hanno combinato. E per arricchire i loro amici che vendono armi e tutti gli altri amici che incassano tangenti nelle varie operazioni. Zelensky docet.
Non spiegano, i presunti lituani, la Cia e i giornalisti di servizio, perché la Russia dovrebbe lanciare dei droni. Se volesse la guerra userebbe qualcosa di più serio. Anche senza arrivare subito all’arma atomica. Invece no. Per la banda di guerrafondai Putin vorrebbe provocare Europa e NATO per scatenare una risposta che danneggerebbe la Russia. Una scemenza a cui credono solo coloro a cui fa comodo.
Però lanciare un allarme idiota ha comunque un senso. Perché l’utilizzo di armi vere sarebbe la dimostrazione concreta che si tratta di un intervento russo. Invece la provocazione con i droni può essere organizzata dallo stesso Zelensky – come era avvenuto con i gasdotti fatti saltare incolpando i russi prima di venire smascherato – o dai suoi protettori europei. Dando la colpa a Putin con il sostegno dei media e determinando la proclamazione di stato di guerra, di emergenza, di leggi marziali, di taglio alla spesa sociale e di aumento delle spese militari.
Un gioco lurido e, per questo, ampiamente prevedibile.
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