Spostamenti progressivi del piacere. Era il titolo di un film del 1974. Spostamenti progressivi del giudizio geopolitico. Potrebbe essere il titolo per l’analisi che, sul Corriere della sera, ha fatto Danilo Taino a proposito del possibile incontro a tre – Xi Jinping, Trump e Putin – in Cina, a Shenzhen, durante il summit dell’Apec, l’organismo della Cooperazione Economica dell’Asia-Pacifico. Perché il Corriere che, come tutto il mondo riformista neoazionista, ha sempre ironizzato sui Brics, sottovalutandone ruolo e potenzialità, adesso spera che proprio i Brics guidino la rivolta contro l’eventuale incontro del Trio Meraviglia.
Perché è evidente che un vertice tra Cina, USA e Russia non avrebbe come scopo la discussione sulle prospettive del Como in Champions. Taino ipotizza che i tre punterebbero a spartirsi il mondo come zone di influenza. Esattamente ciò che è stato fatto a Jalta nel 1945 da Stati Uniti, URSS e Gran Bretagna. Ma loro erano i buoni e tutto andava bene.
Adesso, però, il resto del mondo si ribellerebbe, assicura Taino. Il senso del ridicolo non gli appartiene. Si è vista la ribellione del mondo contro la colonizzazione yankee del Venezuela, contro l’embargo per strangolare Cuba, contro lo sterminio dei palestinesi a Gaza, contro l’aggressione all’Iran.
E il ruolo dell’Europa? Patetico. Irrilevante in Medio Oriente, irrilevante in Africa, inesistente in America latina e in Estremo Oriente.
Dunque restano solo i BRICS. Di cui fanno parte sia Russia sia Cina. Ma anche l’India, il Brasile, il Sudafrica. E poi i nuovi membri più o meno effettivi. Che, a volte, sono anche feroci avversari. Paesi che giocano su più fronti, dialogando e collaborando contemporaneamente con USA e Russia, con USA e Cina.
Ma sono gli unici che possono contare qualcosa a livello globale. Lo si vedrà in questi giorni, alla riunione dei BRICS in India. Ben prima dell’incontro dell’Apec..
I neoazionisti sperano nei BRICS che hanno sempre disprezzato
Spostamenti progressivi del piacere. Era il titolo di un film del 1974. Spostamenti progressivi del giudizio geopolitico. Potrebbe essere il titolo per l’analisi che, sul Corriere della sera, ha fatto Danilo Taino a proposito del possibile incontro a tre – Xi Jinping, Trump e Putin – in Cina, a Shenzhen, durante il summit dell’Apec, l’organismo della Cooperazione Economica dell’Asia-Pacifico. Perché il Corriere che, come tutto il mondo riformista neoazionista, ha sempre ironizzato sui Brics, sottovalutandone ruolo e potenzialità, adesso spera che proprio i Brics guidino la rivolta contro l’eventuale incontro del Trio Meraviglia.
Perché è evidente che un vertice tra Cina, USA e Russia non avrebbe come scopo la discussione sulle prospettive del Como in Champions. Taino ipotizza che i tre punterebbero a spartirsi il mondo come zone di influenza. Esattamente ciò che è stato fatto a Jalta nel 1945 da Stati Uniti, URSS e Gran Bretagna. Ma loro erano i buoni e tutto andava bene.
Adesso, però, il resto del mondo si ribellerebbe, assicura Taino. Il senso del ridicolo non gli appartiene. Si è vista la ribellione del mondo contro la colonizzazione yankee del Venezuela, contro l’embargo per strangolare Cuba, contro lo sterminio dei palestinesi a Gaza, contro l’aggressione all’Iran.
E il ruolo dell’Europa? Patetico. Irrilevante in Medio Oriente, irrilevante in Africa, inesistente in America latina e in Estremo Oriente.
Dunque restano solo i BRICS. Di cui fanno parte sia Russia sia Cina. Ma anche l’India, il Brasile, il Sudafrica. E poi i nuovi membri più o meno effettivi. Che, a volte, sono anche feroci avversari. Paesi che giocano su più fronti, dialogando e collaborando contemporaneamente con USA e Russia, con USA e Cina.
Ma sono gli unici che possono contare qualcosa a livello globale. Lo si vedrà in questi giorni, alla riunione dei BRICS in India. Ben prima dell’incontro dell’Apec..
Condividi
Trending posts
Ritorno a Monroe
I sondaggi frenano su Futuro Nazionale? Servono contenuti e comunicazione
VECCHI VS. CONSAPEVOLI: La terra di mezzo di chi ha smesso di correre
Politica
Economia
Attualità
Cultura
Esteri
Commentarii
Lifestyle
Torino
Scripta manent
SPort
Interviste
Naftalina
Arte Biki
Leggi anche
Amadeus, quando a vincere è la qualità. Degli agenti..
I nuovi poveri giapponesi e la rabbia della sinistra dem contro gli oligarchi progressisti
Prezzi folli per il cibo. Calano gli acquisti, si riduce la qualità
A Bruxelles l’asilo Mariuccia o la corruzione dilagante?