Vi è un fantasma che si agita, e strepita, in questo mondo.
Oddio, veramente di fantasmi, di questo ed altro tipo, ve ne sono veramente molti…ma questo è particolarmente…vivace, sempre che tale termine si adatti a chi è ormai morto da tempo.
E morto, per altro, male. Tradito, seviziato, massacrato in ogni modo. Una cosa che, sinceramente, fa inorridire al solo pensarci. Una vergogna, della quale l’occidente, più esattamente l’Europa, porta il peso della colpa.

Perché Muhammar Gheddafi, il dittatore libico, fu preso dai francesi. E consegnato ai suoi nemici interni, che lo seviziarono in ogni modo. Prima di ucciderlo.
Una vergogna, una macchia, che non può venire cancellata. E della quale non solo Parigi reca la colpa.
Perché, certo, Gheddafi era un eccentrico. Con atteggiamenti estremi, soprattutto negli ultimi anni. Follie all’apparenza…
Epperò era anche un politico estremamente acuto. E raffinato.
Un uomo di Stato che aveva portato la sua Libia a dei livelli di vita che non trovavano uguali in Africa. E, a ben pensarci, neppure in Europa.
I libici non pagavano tasse. Godevano di servizi, assistenza sociale, sistema ospedaliero avanzato.
I proventi delle, immense, risorse petrolifere venivano usati da Gheddafi per garantire il livello di via dei suoi popoli. E, certo, anche per mantenerne il controllo.

Per altro anche il lavoro, soprattutto, la manodopera che veniva dall’immigrazione, soprattutto dall’Africa, poteva godere di garanzie e di un trattamento economico privilegiato.
Certo, non era tutto oro. Gheddafi era un padre padrone. Un sovrano assoluto. Che controllava attentamente il dissenso. Non certo un “democratico”, di quelli che tanto piacciono all’occidente.
Fece due errori. Esiziali.
Si proclamò “Re dei Re” dell’Africa Nera. Che, nel suo linguaggio pittoresco, significava, poi, che la Libia controllava gran parte dell’Africa subsahariana. Evitando quello stato perenne di conflitto che oggi, purtroppo, è sotto i nostri occhi.
Per di più, mirava ad introdurre una valuta comune in tutto il Nord Africa. Chiudendo fuori della porta il dollaro. E quindi le ingerenze americane ed europee.
Errore fatale. Perché questo non poteva venire tollerato da Wall Street e dalla City. Che si adoperarono per fermarlo, utilizzando gli interessi particolari di alcune potenze europee.
E, poi, l’altro errore fatale. Gheddafi aveva, per molto tempo, spalleggiato, o per lo meno protetto, certo terrorismo palestinese. Cosa che gli era costata un attacco americano alla sua residenza, nel quale aveva perduto una figlia ed altri congiunti.
Forse anche per questo, si convinse a cercare una convivenza “civile”. Ad accettare di rinunciare al progetto di armi nucleari. A rendersi disponibile ad un controllo delle agenzie internazionali.
E mal gliene incorse. Perché, una volta disarmato di tali coperture, si trovò alla mercè dei suoi nemici. Americani, francesi, inglesi non ebbero difficoltà a rovesciarlo. E a precipitare la Libia nel caos di una, sanguinosa, guerra civile. Che ancora domina la scena.
E tutta l’Africa subsahariana ne sta ancora pagando le, pesanti, conseguenze.
Per inciso, noi italiani avevamo buoni rapporti col Rais. Ma, grazie al Presidente Napolitano e ai Ministri Frattini e La Russa, ci schierammo con la coalizione anti Gheddafi. Berlusconi fu messo a tacere, ormai vicino alla sua fine politica.

Questa, in breve, la storia che il fantasma di Gheddafi ancora ci racconta. Tra urla di dolore e stridio di catene.
Storia vecchia, certo. Eppure un monito per altri…forse un monito per gli ayatollah iraniani a non fidarsi delle promesse e profferte dell’Occidente.
Celano sempre un aculeo avvelenato.