Va beh, è solo Gramellini. Tipico esponente di quella gauche in redazione che esalta Aldo Moro in giacca e cravatta in spiaggia. Un’epoca in cui i giornalisti non andavano a spiare i comportamenti di moglie e figli del politico democristiano. Ora, invece, i giornalisti democratici rimpiangono i bei tempi della politica seria e non sbragata, ma si sentono in diritto di sbragare e di trasformare il commento politico in un pettegolezzo da spiaggia o da parrucchiere.
E sotto attacco della gauche in redazione, e dunque di Gramellini, finisce inevitabilmente Vannacci. L’uomo nero, il babau, lo spauracchio. E ci finisce attraverso la moglie, colpevole di essere intelligente, plurilaureata e persino rumena. Dunque al servizio di Putin. Il collegamento tra Putin e l’essere originaria della Romania non ha alcun senso, ovviamente. Però compito del giornalismo democratico è quello di instillare qualche dubbio, meglio se falso.
D’altronde, sul Corriere, Gramellini utilizza la moglie di Vannacci mentre altri riportano che nel governo si ricorda come Vannacci abbia lavorato anche a Mosca. Per l’Italia, ovviamente, ma questo è un particolare irrilevante.
Ciò che conta, per la gauche in redazione, è che sia chiaro a tutti che, in casa Vannacci, chi comanda è la moglie. Che lui è solo un burattino nelle mani della consorte. E che, dunque, i potenziali elettori di Futuro nazionale sono manipolati dalla signora, dai servizi segreti rumeni e da Putin in persona.
Poi, però, il giornalismo democratico non riesce a capire come mai, nonostante una informazione di così alto livello, in Germania vinca la destra di Afd..
La gauche in redazione esalta Moro in spiaggia con la giacca ma usa il gossip matrimoniale contro Vannacci
Va beh, è solo Gramellini. Tipico esponente di quella gauche in redazione che esalta Aldo Moro in giacca e cravatta in spiaggia. Un’epoca in cui i giornalisti non andavano a spiare i comportamenti di moglie e figli del politico democristiano. Ora, invece, i giornalisti democratici rimpiangono i bei tempi della politica seria e non sbragata, ma si sentono in diritto di sbragare e di trasformare il commento politico in un pettegolezzo da spiaggia o da parrucchiere.
E sotto attacco della gauche in redazione, e dunque di Gramellini, finisce inevitabilmente Vannacci. L’uomo nero, il babau, lo spauracchio. E ci finisce attraverso la moglie, colpevole di essere intelligente, plurilaureata e persino rumena. Dunque al servizio di Putin. Il collegamento tra Putin e l’essere originaria della Romania non ha alcun senso, ovviamente. Però compito del giornalismo democratico è quello di instillare qualche dubbio, meglio se falso.
D’altronde, sul Corriere, Gramellini utilizza la moglie di Vannacci mentre altri riportano che nel governo si ricorda come Vannacci abbia lavorato anche a Mosca. Per l’Italia, ovviamente, ma questo è un particolare irrilevante.
Ciò che conta, per la gauche in redazione, è che sia chiaro a tutti che, in casa Vannacci, chi comanda è la moglie. Che lui è solo un burattino nelle mani della consorte. E che, dunque, i potenziali elettori di Futuro nazionale sono manipolati dalla signora, dai servizi segreti rumeni e da Putin in persona.
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