Documentano il drammatico destino di nomadi, profughi, apolidi e rifugiati.. Cantori dei dannati della Terra – migranti, nomadi, emarginati, minoranze etniche e religiose – illuminano il crepuscolo che abitiamo.. Il tutto ripetuto a distanza di 3 righe. Hai visto mai che qualcuno non abbia capito di cosa si occupano gli artisti impegnati, politicamente impegnati, che piacciono a Vincenzo Trione, autore del libro Artivismo pubblicato, non a caso, da Einaudi.
Artisti attivisti, certo. Ma ovviamente a senso unico. Trione, che è anche preside della facoltà di Arti e turismo dell’Università Iulm, è libero di credere che le emergenze del mondo moderno siano queste (ripetute ancora e ancora nel suo libro), ma non può spacciare gli artisti politicamente corretti per eroi che stanno dalla parte difficile della barricata, che parlano quando gli altri tacciono.
Perché tutti hanno parlato, gridato, strillato, quando i poliziotti yankee hanno assassinato George Floyd, afroamericano. Ma tutti gli artisti impegnati hanno taciuto quando, nello stesso modo, gli sbirri inglesi hanno assassinato un giovane bianco che era stato aggredito da un migrante.
E hanno taciuto, e continuano a tacere, di fronte alle ragazze italiane stuprate e uccise da grandi risorse. Hanno taciuto, e continuano a tacere, di fronte alle aggressioni contro anziani, ragazzi, persino bambini. Certo, il libro è stato scritto prima di questi ultimi episodi, ma il silenzio a senso unico, e gli strilli in senso opposto, sono una costante da anni.
Non è colpa di Trione, tuttavia. Se il fronte opposto non dà segni di vita, forse il centrodestra dovrebbe porsi qualche domanda e provare addirittura a rispondere. Invece il silenzio è totale. Gli occhi restano chiusi, non si scattano fotografie. E se ci sono, non si organizzano mostre per farle vedere.
Il centrodestra ha dovuto attendere che Alexandria Ocasio Cortez, democratica di sinistra, decretasse la morte dell’incultura woke per alzare timidamente la testa. Meglio evitare il confronto con la gauche intello protetta dai media.
La gauche intello? Martiri, eroi ed emarginati. La strana teoria di Artivismo
Documentano il drammatico destino di nomadi, profughi, apolidi e rifugiati.. Cantori dei dannati della Terra – migranti, nomadi, emarginati, minoranze etniche e religiose – illuminano il crepuscolo che abitiamo.. Il tutto ripetuto a distanza di 3 righe. Hai visto mai che qualcuno non abbia capito di cosa si occupano gli artisti impegnati, politicamente impegnati, che piacciono a Vincenzo Trione, autore del libro Artivismo pubblicato, non a caso, da Einaudi.
Artisti attivisti, certo. Ma ovviamente a senso unico. Trione, che è anche preside della facoltà di Arti e turismo dell’Università Iulm, è libero di credere che le emergenze del mondo moderno siano queste (ripetute ancora e ancora nel suo libro), ma non può spacciare gli artisti politicamente corretti per eroi che stanno dalla parte difficile della barricata, che parlano quando gli altri tacciono.
Perché tutti hanno parlato, gridato, strillato, quando i poliziotti yankee hanno assassinato George Floyd, afroamericano. Ma tutti gli artisti impegnati hanno taciuto quando, nello stesso modo, gli sbirri inglesi hanno assassinato un giovane bianco che era stato aggredito da un migrante.
E hanno taciuto, e continuano a tacere, di fronte alle ragazze italiane stuprate e uccise da grandi risorse. Hanno taciuto, e continuano a tacere, di fronte alle aggressioni contro anziani, ragazzi, persino bambini. Certo, il libro è stato scritto prima di questi ultimi episodi, ma il silenzio a senso unico, e gli strilli in senso opposto, sono una costante da anni.
Non è colpa di Trione, tuttavia. Se il fronte opposto non dà segni di vita, forse il centrodestra dovrebbe porsi qualche domanda e provare addirittura a rispondere. Invece il silenzio è totale. Gli occhi restano chiusi, non si scattano fotografie. E se ci sono, non si organizzano mostre per farle vedere.
Il centrodestra ha dovuto attendere che Alexandria Ocasio Cortez, democratica di sinistra, decretasse la morte dell’incultura woke per alzare timidamente la testa. Meglio evitare il confronto con la gauche intello protetta dai media.
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