Nel maggio del 2027 arriveranno a Torino studiosi di accounting da tutto il mondo per il Congresso della European Accounting Association. Per qualche giorno si parlerà di sostenibilità, governance, trasformazione digitale, accountability. Si presenteranno ricerche, nasceranno collaborazioni, si discuterà del futuro della disciplina.
Ma la notizia è un’altra. È che Torino, negli ultimi anni, è diventata una città in cui questo tipo di incontri sembra accadere con sempre maggiore naturalezza. Torino sembra aver sviluppato la capacità di far convivere mondi differenti.
Nella stessa settimana si può assistere a un festival culturale, a un congresso scientifico, a un evento dedicato all’innovazione o a una mostra internazionale. Le persone passano da un ambiente all’altro con una sorprendente facilità. Ricercatori, imprenditori, studenti, professionisti della cultura, innovatori. Le conversazioni continuano oltre i luoghi in cui sono nate.
Forse è proprio qui il tratto distintivo della Torino di oggi. Non una città che cerca di eccellere in un solo settore, ma una città che crea occasioni di incontro tra discipline diverse.
In questo processo le università hanno un ruolo importante. Non soltanto perché producono ricerca o formano nuove generazioni di professionisti. Perché contribuiscono ad attrarre persone, esperienze e punti di vista provenienti da contesti differenti.
L’Università di Torino, con i suoi oltre sei secoli di storia e una comunità che supera le 90.000 persone, rappresenta una presenza diffusa che attraversa la città ogni giorno. Non è un elemento separato dal tessuto urbano. Ne fa parte. Lo alimenta. Lo collega a reti internazionali che arrivano ben oltre i confini piemontesi
Forse è anche per questo che sempre più organizzazioni internazionali guardano a Torino con interesse.
L’arrivo del congresso della European Accounting Association racconta il valore scientifico dell’evento. Ma racconta anche una città che si sente a proprio agio nell’accogliere comunità internazionali, nel mettere in relazione competenze diverse e nel creare le condizioni perché nuovi dialoghi possano nascere.
Le città crescono così. Non soltanto attirando investimenti o grandi eventi. Crescono quando diventano luoghi in cui persone molto diverse tra loro trovano motivi per incontrarsi.
E oggi Torino sembra sempre più una città di incontri.