Il panettone halal

16 Ottobre 2026

 

 

Questa è davvero una novità. Una novità culinaria, certo, ma non solo.

Perché una, tradizionale e famosa, pasticceria veneta ha appena lanciato il, primo, Panettone Halal.

Ovvero garantito privo di qualsiasi derivato, grasso od altro, del suino. E quindi perfettamente in regola secondo le regole coraniche.

 

Mossa commerciale, certo. Che tiene conto dell’ormai alto numero di immigrati dai paesi islamici, più o meno regolari e tranquilli, che possono venire a costituire una nuova, importante, fetta di mercato.

 

Nulla da dire. Gli affari sono affari, come diceva Filo Sganga (vedete i vecchi fumetti di Paperino), e i pasticceri veneti perseguono il loro scopo. Perfettamente legittimo.

 

E, poi, dice qualcuno con aria di sufficienza, non vi sono forse i panettoni per diabetici, per celiaci ed altri? E allora perché fare tante storie?

 

Solo che qui il problema è diverso.

Perché celiaci, diabetici ed, appunto, altri, che mangiano panettoni “speciali”, lo fanno per ragioni di salute.

Non perché appartenenti ad una diversa tradizione religiosa. Che non prevede il Panettone per una semplice ragione. Non celebra il Natale.

 

Il Panettone non è un cibo qualsiasi. Un qualsiasi dolce, che può venire declinato in modo diverso.

Il Panettone è un simbolo.

 

La leggenda dice che alla corte di Lodovico il Moro, in pieno Rinascimento, il cuoco bruciò per errore il dolce che stava preparando per la sera di Natale.

Naturalmente era disperato. L’ira del Moro lo avrebbe certo colpito.

 

Un giovane garzone di cucina, però, prese farina, uova, canditi, uva passa…e improvvisò un dolce sostitutivo.

Al Moro e alla sua corte piacque. Moltissimo. E Lodovico decise che quel dolce, da quel momento, sarebbe stato servito sempre a Natale.

 

Siccome il garzone ingegnoso si chiamava Tony, il piatto venne chiamato il Pan de Toni.

Il Panettone, appunto.

Una leggenda, certo.

Tuttavia una leggenda che lega strettamente il Panettone alla celebrazione del Natale. Facendone un simbolo, che, un po’ alla volta, è divenuto di tutta l’Italia. Non solo di Milano.

 

E i simboli possono, certo, venire adattati a specifiche esigenze di salute. Per permettere anche, ad esempio, a un celiaco di celebrare il Natale secondo tradizione.

 

Non possono, però, divenire solo merce.

Perché questa mercificazione, totale e totalizzante, ne annichilisce il significato.

Che dovrebbe, comunque, restare sullo sfondo, ancorché remoto.

 

Snaturare completamente il Panettone, farne una cibaria come tante altre, significa il completo annichilimento della nostra tradizione.

Non è, semplicemente, un’azione commerciale.

È la rinuncia a noi stessi.

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