Per fatto personale, una volta tanto.
Qualcuno, sul Web, mi rimprovera perché utilizzerei – condizionale d’obbligo – un tono troppo “leggero” per parlare della guerra in Ucraina.
Orbene, sfido chiunque a trovare, nelle molte, forse troppe, righe che vado vergando sul tema, un solo punto in cui mi permetta di irridere alla tragedia di un popolo, quello ucraino, che sta venendo annichilito da una guerra insensata. Che sta venendo portato al macello da un tirannello da operetta e dai suoi accoliti. Per interessi che sono, prevalentemente, di potentati economici internazionali. Che questa guerra, insensata, hanno voluto, e continuano a fomentare.

Né mai mi è passato per l’anticamera del cervello di scherzare con i morti, ucraini e, pur in misura minore, russi. Che meritano, comunque la si pensi, il massimo rispetto.
Diverso è, però, se alzo lo sguardo verso chi, di tale conflitto, è responsabile. Di coloro che lo hanno voluto e continuano a volerlo.
Perché, allora, resto decisamente stranito. Interdetto. E mi viene, quasi, da ridere. Anche se si tratta di una risata amara. Molto amara.
Perché i protagonisti di questa vera e propria tragedia non sono all’altezza del ruolo che rivestono.
Parliamoci chiaro. Sembrano personaggi di una farsa di quart’ordine, di quelle che strappano a stento risate sgangherate ad un pubblico di bocca buona. Anche troppo buona.
Guardateli.
Zelensky, il mediocre attorucolo che si esibiva in locali di terz’ordine, in performance volgari e ridicole.
Rutte, che gioca a Segretario della NATO, e si esibisce in risatine ebeti. Leccando servilmente gli stivali dei suoi padrini.
Ursula Von Der Leyen, arrogante e altezzosa. Notoriamente corrotta sino al midollo. E, purtuttavia, impunita.
E, in fondo, anche Trump, con quel parrucchino di cartapesta, quel volto attonito, quelle battute da smargiasso di periferia.
Vi sembrano davvero una cosa da prendere sul serio?
Sono personaggi da commedia, e commedia davvero scadente.
Per cui fanno ridere.
O meglio, farebbero ridere se non stessero portandoci alla rovina.
Dicono i filosofi che la storia si presenta una prima volta come tragedia. Poi si ripropone come farsa.
Pensate ad Hitler, Mussolini, Stalin, Churcill…
e paragonateli con costoro.
Non avevano forse ottime ragioni?
