Un tempo la Libia era vicina. Molto vicina, la Quarta Sponda. Adesso si è spostata, sempre più lontana dall’Italia. Che, di conseguenza, evita di occuparsi di ciò che succede sull’altro lato del Mediterraneo. Anche perché come si potrebbe far comprendere, a Tajani, che il governo di Tripoli sostenuto dall’Italia è stato di fatto sfiduciato da un nuovo esecutivo creato appositamente a Ginevra? Con lo scopo di riunificare la Libia e di non limitarsi a governare la Tripolitania.
Già, e come spiegare al ministro degli esteri italiano la rivoluzione che, all’inizio di ottobre, ha coinvolto la Cirenaica, con il totale cambiamento dell’ufficio di presidenza del parlamento? Bisognerebbe prima spiegargli dov’è la Cirenaica.. Comunque il cambiamento è stato approvato dagli Haftar che sostengono anche il processo di unificazione. Ma il sostegno è arrivato anche da ONU e Stati Uniti.
Senza dimenticare, nella questione libica, il ruolo di Russia e Turchia. Che, a questo punto, avrebbero interesse a metter fine agli scontri ed alle rivalità per arrivare ad un controllo condiviso.
Manca un interlocutore storico, ovviamente: l’Italia. Ormai ridotta ad attendere le decisioni altrui. E non soltanto in Libia.

