Trump vuole Panama e Groenlandia. L’ipocrisia yankee è finita, la sovranità non è un diritto

24 Dicembre 2024

Non si è ancora insediato alla Casa Bianca e già Trump ha avuto modo di iniziare a minacciare un po’ di Paesi. Al di là delle consuete polemiche con la Cina, il presidente rientrante ha annunciato di voler mettere dazi sui prodotti canadesi e messicani, ossia sulle importazioni dai due Paesi con cui gli Usa hanno firmato un accordo commerciale che va in direzione opposta.

Ma sino a qui si è nel campo economico. Scorretto ma solo economico.

I problemi veri nascono con Panama. Perché Trump vuole la sovranità sul Canale e tariffe più basse. A Panama non l’hanno presa proprio benissimo e il presidente ha chiarito che l’indipendenza e la sovranità dello stato non sono negoziabili. Per cui “ogni km quadrato del Canale e delle aree circostanti rimarrà sotto il controllo di Panama”. Immediata la replica di Trump: “Benvenuti nel Canale Usa”. Non proprio un segnale amichevole.

Ma il presidente yankee non si accontenta, vuole anche la Groenlandia perché è una “assoluta necessità”. Peccato che esistano anche gli abitanti dell’isola. E il primo ministro, Mute Egede, ha assicurato che la Groenlandia non è in vendita e non lo sarà neppure in futuro.

D’altronde se Israele può invadere Gaza, Cisgiordania, Siria senza che l’Occidente Collettivo provi almeno a protestare, perché mai Washington dovrebbe rispettare la sovranità di altri Paesi?  Perlomeno Trump esce dall’ipocrisia e annuncia al mondo che il doppiopesismo è diventato ufficiale. E chi non si prostra, verrà invaso se agli Usa converrà. Mentre, ovviamente, questo non vale per la Cina e le sue rivendicazioni..

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