Un Salone dell’auto per prendere in giro gli automobilisti

14 Settembre 2026

Ha ancora senso un Salone dell’auto a Torino, seppure en plein air? Il giornalista televisivo intervista il pubblico e le risposte sono sempre le stesse: belle, ma troppo care, impossibili da acquistare. E poi si aggiunge il sindaco che annuncia nuove pedonalizzazioni, sempre per favorire l’esborso di decine di migliaia di euro per una vettura da lasciare ferma, ma pagando per il parcheggio anche sotto casa.

Poi, però, lorsignori organizzano tavoli di confronto per interrogarsi sulle ragioni della crisi dell’auto. Quella che, secondo la Fiom, ha prodotto la perdita di 34mila posti di lavoro in 15 anni nella sola area torinese. Senza dimenticare che lo scorso anno le ore di cassa integrazione sono state 44 milioni, il triplo rispetto al 2023.

Non uno dei politici, però, che provi a spiegare perché mai una famiglia normale dovrebbe indebitarsi per acquistare un’auto. Magari europea, con un costo maggiore. Per farne cosa? Per poter pagare tutti i balzelli legati all’auto? Dall’assicurazione al bollo, tutti i rapaci pronti a dilaniare il contribuente. In attesa che altri divorino il cadavere.

Sembrano due mondi sempre più inconciliabili. Da un lato le pretese dell’industria, dall’altro governi ed amministrazioni locali con autovelox, agguati, aumenti dei prezzi della benzina, divieti di sosta, aree pedonali, zone a 30 km orari, addizionali regionali.

In mezzo lui, l’automobilista. Sollecitato ad acquistare per essere derubato e bloccato. Davvero ha senso un Salone dell’auto?

Condividi

Trending posts

Leggi anche