Germinale, la terza edizione

1 Settembre 2026

 

 

Cari lettori,

Immaginate un paesaggio dove le colline ondulate, pettinate da ordinati filari di viti secolari patrimonio UNESCO, smettono per un mese di essere soltanto la culla di grandi vini per trasformarsi nel palcoscenico vivo dell’arte contemporanea più raffinata. Dall’11 settembre al 4 ottobre 2026, il Basso Monferrato torna a fiorire con la terza edizione di Germinale Monferrato Art Fest, una rassegna diffusa che quest’anno ridefinisce i confini del turismo culturale e della progettazione curatoriale.

 

 

 

 

 

Il tema portante scelto per questa edizione, “Di marne feconde, un mare”, è una suggestiva dichiarazione d’intenti: un legame poetico alla terra bianca del Monferrato che in epoche geologiche remote costituiva un fondale marino e che oggi, per metamorfosi, si riscopre terreno fertilissimo per i linguaggi della creatività odierna. La vera forza di Germinale 2026 risiede nella sua straordinaria capacità di fare sistema, agendo come una calamita per l’intero ecosistema dell’arte.

Non siamo di fronte a una semplice e passiva sequenza di mostre, bensì a un ecosistema vibrante e dinamico in cui artisti di fama internazionale, curatori dal pensiero lungo, collezionisti colti e amanti della bellezza si muovono e dialogano all’unisono, immersi nel respiro della splendida collina piemontese.

Ideato e organizzato dalla Quasi Fondazione Carlo Gloria APS con sede a Rinco di Montiglio in proficua partnership con la storica Casa degli Alfieri, che quest’anno firma la curatela del ricco e interattivo Live Program performativo e teatrale, il festival mette in rete ben 18 comuni a cavallo tra le province di Asti e Alessandria, accendendo i riflettori su oltre 25 sedi espositive.

Il cartellone di questa terza edizione vanta numeri e presenze da grande istituzione internazionale: sono circa 60 gli artisti coinvolti, suddivisi sapientemente tra 24 grandi nomi invitati per via diretta, talenti under 35 selezionati per le esclusive residenze artistiche, creativi finalisti del Premio Selva e illustratori per l’innovativo progetto The Monferriner.

I curatori hanno saputo tessere una trama invisibile ma solidissima, spingendo gli artisti a confrontarsi con la memoria dei luoghi attraverso installazioni site-specific e sculture open air. Camminando tra i borghi, ci si imbatte nei capolavori di veri e propri maestri assoluti come Luigi Mainolfi e Richi Ferrero, le cui iconiche ricerche plastiche e luminose ridefiniscono la percezione degli spazi naturali e dei cortili storici. Accanto a loro troviamo Paola Anziché, Domenico Borrelli e Paolo Piscitelli che, con i loro linguaggi materici, offrono riflessioni profonde sul corpo, sullo spazio e sulla manipolazione delle materie prime, ma anche Simone Benedetto, le cui acclamate sculture all’aperto popolano il Piccolo Chiostro del Museo Civico Bistolfi di Casale Monferrato con figure di bambini che si fondono con piante e animali, offrendo una potente metafora visiva di rigenerazione interiore. Il duo fotografico Ugo Ricciardi e Sophie-Anne Herin, nella maestosa cornice della Manica Lunga del Castello del Monferrato, firma invece un intimo e notturno racconto per immagini, capace di far dialogare le ombre dell’architettura con lo sguardo dello spettatore.

 

 

 

 

 

 

Accanto a loro, l’energia di creativi come Ferdi Giardini, Carlo Gloria, Chiara Capellini, Agata Ferrari Bravo e i collettivi di IDEM studio arricchiscono un percorso visivo che si snoda tra pieve romaniche, castelli arroccati, antiche ghiacciaie e crinali panoramici. Per i collezionisti d’arte e i mecenati, Germinale 2026 rappresenta un laboratorio a cielo aperto di valore inestimabile perché il festival non si limita a esporre, ma produce nuova arte.

Durante l’anno, 10 residenze artistiche per talenti under 35 hanno trasformato luoghi storici come il Chiosco Liberty di Piazza Castello a Casale Monferrato in veri e propri atelier viventi dove gli artisti hanno vissuto e lavorato a stretto contatto con le comunità locali, donando opere destinate a rimanere permanentemente nel patrimonio del territorio.

I collezionisti hanno così l’opportunità unica di osservare il processo creativo nel suo farsi, intercettando le tendenze più fresche della scena mid-career ed emergente all’interno di una cornice paesaggistica mozzafiato.

Visitare la rassegna significa regalarsi un fine settimana di totale immersione sensoriale. Da Asti a Casale Monferrato, passando per gioielli medievali come Alfiano Natta, Moncalvo, Cocconato e Piovà Massaia, teatro dell’inaugurazione ufficiale, ogni borgo diventa la tessera di un mosaico.

Il festival si struttura per essere vissuto con lentezza: tutte le sedi espositive sono aperte il sabato e la domenica dalle 11:00 alle 19:00, con ingresso completamente libero e gratuito, previa una semplice e rapida registrazione obbligatoria da effettuare sul sito ufficiale di Germinale. Ad arricchire l’esperienza espositiva, il Live Program propone talk con i curatori, workshop didattici, e performance teatrali che animano i giorni di apertura, offrendo al pubblico una pluralità di sguardi.

Infine, il debutto del progetto editoriale The Monferriner celebra l’identità del territorio attraverso l’occhio grafico dell’illustrazione contemporanea, regalando ai visitatori un ulteriore livello di lettura critica. Germinale 2026 si conferma così un appuntamento imprescindibile per l’autunno culturale italiano: un perfetto connubio in cui la grande arte contemporanea risveglia la memoria della terra, celebrando l’unione indissolubile tra l’ingegno umano e la maestosa bellezza delle colline piemontesi.

 

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