La polizia a Torino chiede l’intervento di sindaco, questore e prefetto contro i crimini degli invasori. Neppure la polizia si illude sui magistrati?

7 Settembre 2026

 

 

 

Persino qualche esponente del PD torinese si è accorto che il problema della sicurezza, in particolar modo nelle periferie, non è soltanto legato alla “percezione”, ma è un dramma quotidiano. E sempre più grave. Gli episodi si succedono senza soluzione di continuità. Con una grande assente: la magistratura. Perché anche le forze dell’ordine non nascondono più rabbia e frustrazione.

 

“Quanto accaduto la scorsa settimana  in Corso Principe Oddone è di una gravità inaudita e rappresenta l’ennesima, drammatica dimostrazione di come intere zone della nostra città siano ormai ostaggio di criminalità, degrado e immigrazione clandestina”. Così Luca Pantanella, Segretario Generale Provinciale del sindacato FSP Polizia di Stato di Torino.

I disordini erano scoppiati a seguito dell’investimento di un pusher in fuga da un controllo della Squadra Mobile, culminati in una vera e propria sommossa contro le forze dell’ordine.

“Ci siamo trovati di fronte a scene da guerriglia urbana – spiega Pantanella –. Dopo l’investimento, una folla di circa 70 persone si è riversata in strada per accerchiare i nostri poliziotti e le pattuglie della Polizia Locale, intervenute nel frattempo per effettuare i rilievi dell’incidente. Un dato in particolare deve far riflettere: di questi 70 facinorosi, circa 50 erano africani legati agli ambienti dello spaccio e 20 erano antagonisti provenienti dai centri sociali. Una saldatura pericolosissima contro le divise”.

50 grandi risorse, dunque, legate allo spaccio di droga ma rigorosamente in libertà per evitare che interrompano la loro attività lavorativa. Ma, evidentemente, dopo ogni arresto si pentono e a Torino, anche per le molestie sessuali, basta e avanza per tornare in libertà. Anche quando aggredisci qualcuno che finisce in coma..

“I nostri colleghi – prosegue Pantanella – si trovano quotidianamente a operare su un vero e proprio fronte, dove la percezione di impunità ha raggiunto livelli intollerabili”.

 

 

 

Secondo il segretario torinese di FSP Polizia, questa esplosione di violenza certifica un problema ormai strutturale: “Questa insicurezza dilagante è il frutto avvelenato di anni di tolleranza verso l’illegalità diffusa. I numeri dimostrano il legame evidente che unisce il degrado delle piazze di spaccio, il business dell’immigrazione clandestina e la presenza di zone franche in città”.

Da qui la richiesta “al Sindaco, al Prefetto e al Questore di un segnale forte: serve un approccio a tolleranza zero. Sono necessari controlli a tappeto, espulsioni certe per i clandestini che delinquono”. Sindaco, Prefetto, Questore: curiosa l’assenza della magistratura nella richiesta. Curiosa ma significativa. E ciascuno può trarre le proprie considerazioni.

 

 

 

 

 

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