Mezzo inverno

30 Gennaio 2024

 

 

Siamo a metà dell’Inverno. Quaranta giorni dal Natale. E, quindi, dal Solstizio.

L’aria è ancora gelida, ma, nelle ore centrali della giornata, scintilla di luce. Il cielo terso, di un azzurro intenso. Il vento freddo, porta dai monti sentore di neve e di mughi..

 

I Celti celebravano Imbolc. Il loro uso, era porre sempre le Feste calendariali a quaranta giorni da Solstizi ed Equinozi. Ovvero alla svolta della stagione. Imbolc, Beltane, Lughaid, Samahin…

Era festa grande Imbolc. Festa delle, ormai prossime, piogge, che avrebbero rivivificato la terra, preparando la Primavera. La Rinascita.

E la notte, dal 31 gennaio al 2 febbraio, si accendevano grandi fuochi. Ad inviare la luce e il calore. La Dea, invocata, era Brighid. Signora, appunto, del fuoco.

 

La tradizione dei fuochi perdura ancora. Residuale. In alcuni luoghi delle campagne e delle valli montane del nostro Nord Est. Che fu terra di popoli celtici, i Boi, gli Insubri…

In Piemonte, la Giobbianna o Giubiana. La Zòbia nel piacentino…

 

Brighid, o Brugit, aveva tra volti. Fanciulla, Donna, Vecchia. Dea che rappresenta il tempo ed il suo scorrere. Quindi il destino e la vita. Come le Parche o Moire classiche. Come le Norne germaniche.

I giorni che precedono il Mezzo Inverno, dal 29 al 31 di Gennaio, sono quelli detti della Merla. I più freddi dell’anno, secondo tradizione, anche se non sempre è così. Ma è un simbolo. Il gelo deve precedere la Festa del fuoco. E quindi rappresentare la lotta della luce contro la tenebra. Da cui, alla fine, risulta vincente… la vita.

 

Vi è una commedia di Shakespeare . Il “Racconto d’inverno” che, probabilmente, riecheggia la memoria di Imbolc.

Una strana commedia. Perché i primi due atti sono cupi. Hanno un andamento, un passo tragico. Poi, la svolta. E i due atti conclusivi divengono progressivamente commedia. Con, inevitabile, il lieto fine. E tutte le cose tornano a posto… tutte le situazioni intricate si risolvono. E il finale è gioioso.

 

Lungi da me cercare una esegesi del testo shakespeariano. Discutere di generi teatrali, tragedia, commedia, tragicommedia…

Non è affar mio… però, pensateci….

Il senso tragico di morte. Poi, la svolta. E il finale luminoso.

Pensateci… e guardatevi intorno in questo giorni.

Cupi, gelidi i Giorni della Merla. Tanto da non dare speranza alcuna. Giro per le strade del borgo… e sono deserte. Solo qualche passante, tutto imbacuccato, che porta a passeggio il cane. Viene voglia di restare in casa. Di rintanarsi al caldo. Sembra che l’Inverno, con il suo volto più oscuro e tetro, non debba avere mai fine…

 

Ma, in realtà, la stagione fredda è al suo epilogo. O meglio, alla svolta. Di qui a poco rinascerà la natura. Le siepi, i rami secchi degli alberi getteranno gemme. La stagione invernale declina verso la primavera. E i venti portano già profumi diversi. Una… vibrazione diversa, come una lieve febbre che metterà, presto, diversa voglia di uscire, di fare… di vivere.

 

Imbolc… il mezzo inverno. Com’era quel modo di dire che sentivo, spesso, un tempo?

È sempre più buio, prima che sorga il Sole…

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