Il politicamente corretto me lo ficco nel retto. No, proprio fine non è, Guido Genovesi. Attore, autore, scrittore, poeta satirico nei brevi video dedicati a politica ed attualità varia. Sicuramente divertente, sicuramente scomodo. D’altronde è nato a Cascina, e trovare un toscano comodo è un’impresa. Errori ne ha fatti nella sua vita. E chi non ne commette? Però la partecipazione a quell’immondizia del Grande Fratello, seppure in una edizione di oltre 20 anni fa, è una colpa grave. Aveva persino rischiato di vincere, poi una bestemmia in stile toscano aveva determinato l’espulsione immediata e la damnatio memoriae.

In seguito aveva collaborato al Male, in edizione Vauro, sempre con le sue odi satiriche che non perdonavano nulla e nessuno. Non solo Vauro, nella sua vita. Anche altri esponenti di quel mondo politicamente corretto che è nel mirino di Genovesi. Non sempre funziona il detto “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. E dunque le Odi recitate su YouTube e Instagram prendono di mira le puttanate di Bonaccini e le idiozie buoniste sui migranti.
Immancabili i soliti commenti idioti di chi non riesce a superare il livello da Asilo Mariuccia: fascista o zecca rossa a seconda dei casi. Perché, in entrambi i casi, il concetto di libertà di pensiero sfugge a chi ha il cervello di un pesce rosso ed anche una minor capacità di comprensione.
Sicuramente, rispetto ai livelli di satira propinati dalla Rai, da Mediaset e dalle altre reti, Genovesi è di un altro pianeta. Di livello superiore, per spiegarlo ai pesci rossi divisi tra zecca e fascista. Ma, proprio per questo, è confinato in una nicchia che tale non è. Perché a seguirlo sono in tanti. Più di quelli che si accontentano del nulla cosmico degli autori di governo e oppofinzione.