L’estate più calda di sempre, ci ripetono in continuazione. Ma ci credono davvero? Perché è arrivato il momento di dimostrare se le istituzioni, le classi dirigenti pubbliche e private, credono a quello che raccontano o fanno solo finta. Se sono tutti convinti che il clima, in Italia, sia destinato a confermare l’andamento del 2026 anche nei prossimi anni, allora devono dimostrarlo con iniziative concrete, in ogni ambito.

30 gradi nelle aule scolastiche a settembre e a metà giugno? E la risposta è piazzare qualche condizionatore che consuma energia e spara il caldo all’intorno? Forse sarebbe meglio rivedere il calendario scolastico, tornando ai tempi passati quando si rientrava in classe il primo ottobre. E con meno giorni di scuola la preparazione era superiore perché l’insegnamento era più serio.
E le manifestazioni di ogni tipo in città? Forse meglio spostarle a periodi diversi da quelli a giugno e settembre (luglio e agosto sono improponibili). Che voglia ci può essere di degustare vini rossi sotto il sole e con 35 gradi, assaggiando piatti tipicamente autunnali? Girare per gli stand all’aperto per osservare auto, moto, abiti, cibo, oggetti di artigianato mentre il sudore inzuppa le magliette e affatica ogni passo?
Anche il mondo del lavoro deve cambiare la propria organizzazione. Non sarà facile, ma è indispensabile.

Per il momento, però, non si registrano segnali di nessun tipo. Forse nella speranza che si sia trattato di un’estate anomala. D’altronde in Italia la prevenzione non si sa cosa sia, né per una frana, né per un’alluvione, né per ondate di caldo o di freddo.
Poi si vedrà..