L’elezione, a valanga, di Trump alla Presidenza degli Stati Uniti ha gettato nel panico i vertici della UE. Panico…non vi è altro termine che possa rendere l’idea di quello che sta accadendo a Bruxelles. Perché se le dichiarazioni ufficiali sono di congratulazioni a The Donald, retorici auspici di lavorare insieme, le cose reali stanno ben diversamente.

Lo dimostra un rapporto inoltrato in questi giorni ad Ursula von der Leyen. Un rapporto pressocché ignorato dai grandi Media, ma estremamente significativo.
L’autore, incaricato di questa fatica dalla stessa Ursula, è l’ex primo ministro finlandese Sauli Niinisto, che ha ricevuto il mandato a marzo. Il che ci dice come già i vertici europei temessero, dandola quasi per sicura, la rielezione di Trump.
Il rapporto, per altro già passato, nel più totale silenzio mediatico, al Parlamento Europeo, è, nella sostanza, allucinante. Perché valuta la possibilità dell’Unione Europea di affrontare militarmente la Russia senza – e questo “senza” va attentamente sottolineato – l’ intervento americano. Ovvero una UE che vada alla guerra con Mosca senza avere le spalle coperte da Washington.
Il che ci dice, chiaramente, alcune cose. Non di secondaria importanza.
Innanzitutto che la volontà di scontro con la Russia domina nei vertici burocratici della, cosiddetta, Europa occidentale. Vertici, la buona Ursula in testa, che vogliono la guerra usando la questione Ucraina come detonatore e pretesto.

Vogliono…meglio sarebbe, però, usare un condizionale: vorrebbero. Perché questa Europa di cartapesta non ha, semplicemente, la forza militare per affrontare Mosca. Da sempre adagiata, anzi cullatasi nell’idea che, tanto, c’è Washington, gli amici americani, e che la guerra l’avrebbero fatta loro…
Idea quanto mai fasulla e ingannevole, visto che, semmai, la politica degli States è sempre stata quella di fare combattere ad altri le proprie guerre. Minimizzando rischi e danni, e massimizzando i profitti.
Inoltre, ora, a Washington le cose stanno cambiando velocemente. C’è Trump, e, soprattutto, una nuova cultura politica. Che cerca di evitare i conflitti con la Russia, avendo altri obiettivi. Il commercio mondiale in una prospettiva più isolazionista e protezionista. E, semmai, il confronto, prima ancora economico che militare, con la Cina.
Comunque, la Russia non può, per questa nuova America, restare un nemico. Non può divenire motivo di scontri e di conflitto.
Qualcuno, però, dovrebbe spiegarlo a Lady Ursula e soci. Che su quello scontro avevano puntato tutte le loro carte. E scommesso non solo il loro futuro personale, ma anche quello di tutta l’Unione Europea.

Che, infatti, sta andando rapidamente in pezzi. Semplicemente perché i governi nazionali cominciano a rendersi conto che la strada indicata da Bruxelles è una via senza uscita. Fallimentare e disastrosa. Perché, senza l’ombrello americano, la UE dal punto di vista militare (e sinceramente anche politico) semplicemente…non esiste.
Qualcosa di cui Mosca potrebbe solo ridere.
Di qui il panico dilagante in un vertice burocratico che nessuno, mai e poi mai, ha eletto. E che, tuttavia, sta, con la sua insipienza, portando il nostro mondo verso il disastro.